Fed, alza i tassi e promette altre due strette nel 2017

Ora il costo del denaro è nell'intervallo tra lo 0,75 e l'1%. Janet Yellen fa intuire l'inizio di una nuova fase, dopo la totale ripresa dell'economia. E avverte: nessun contrasto tra le politiche della Fed e quelle dell'amministrazione Trump

La Federal Reserve ha mandato un duplice messaggio per rassicurare i mercati, promettendo altri due rialzi oltre al quello di oggi, e la politica, sottolineando come l'azione della banca centrale non è assolutamente in contrasto con quella di Donald Trump. Oggi infatti il Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, ha deciso di fare la prima stretta monetaria dell'anno (un quarto di punto percentuale), sottolineando come le condizioni economiche americane e globali dovrebbero far sì che la Fed porti a termine altre due strette entro la fine del 2017. Un messaggio chiaro per Wall Street, che si attendeva questo passo.

In realtà la banca centrale ha segnalato come si stia spostando in una nuova fase di normalizzazione delle politiche monetarie, un voto di fiducia nell'economia Usa ormai vicina alla piena occupazione e con una inflazione in ripresa.

La decisione della Federal Reserve "riflette i progressi dell'economia" americana, che si espande in modo moderato ed è più vicina agli obiettivi fissati dalla Banca centrale americana, ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen nel corso della conferenza stampa che ha seguito la riunione. Rispetto a dicembre, ha detto Yellen, "le previsioni sono state cambiate molto poco". Il numero uno della Fed, ha spiegato che "l'attuale traiettoria della politica monetaria è appropriata" e la scelta di alzare i tassi "non rappresenta un cambiamento dell'outlook", che "non è stato rivisto".

Parlando poi di Donald Trump, Yellen ha detto di aver "incontrato un paio di volte" il nuovo segretario al Tesoro Steven Mnuchin, con il quale prevede di avere "un solido rapporto", incontrandolo in modo regolare per discutere di questioni legate all'economia. Il numero uno della Fed ha anche detto di essere stata presentata al presidente Donald Trump, con il quale ha "avuto un breve incontro".

Guardando le tabelle pubblicate dalla Fed, la banca centrale prevede che i tassi si attesteranno a un valore mediano dell'1,4% a fine del 2017 (invariato rispetto a dicembre), per poi salire al 2,1% alla fine del 2018 (anche in questo caso invariato rispetto alla stima precedente) e al 3% a fine 2019 (contro il precedente 2,9%). Questo implica tre rialzi di un quarto di punto percentuale nel 2018. Nel 2016 la Fed ha alzato i tassi di interesse una sola volta, mentre a dicembre 2015, quando li aveva aumentati per la prima volta dal giugno 2006, aveva anticipato quattro giri di vite l'anno scorso, salvo poi ridurre progressivamente le aspettative.

Per quanto riguarda l'inflazione, i prezzi al consumo negli Stati Uniti continuano a restare al di sotto di una crescita annuale del 2%, fissata come target di lungo termine dalla Federal Reserve. E ancora "i rischi di breve termine alle prospettive economiche [Usa] sembrano sostanzialmente equilibrati", si legge nel comunicato. Per Yellen il messaggio finale della decisione di oggi è che l'economia americana "sta andando bene", ci sono motivi per essere fiduciosi, anche alla luce dell'andamento del mercato del mercato del lavoro. Il mercato del lavoro "sta certamente migliorando", ha aggiunto, sottolinenando come gli americani "possono avere fiducia nell'outlook economico" e anche la Fed "ha fiducia nel fatto che la congiuntura è robusta e resistente agli shock".

Il costo del denaro in questo momento si trova nell'intervallo 0,75-1%: non si trovava a questo livello negli Stati Uniti dall'ottobre 2008. Due mesi dopo fu portato ai minimi storici (0-0,25%), dopo la crisi finanziaria globale, la peggiore dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso. Quella annunciata oggi dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, è la prima stretta monetaria dell'anno in corso. Quella precedente fu nel dicembre 2016 e quella ancora prima nel dicembre del 2015. Prima di allora, l'ultima volta che la Fed alzò i tassi fu nel giugno 2006.

Altri Servizi

Russiagate, Trump Jr. e Manafort testimonieranno a porte chiuse

Accordo con la commissione Giustizia del Senato per un'udienza non aperta al pubblico. Nei prossimi giorni, anche Kushner atteso in Congresso, sempre in merito alle indagini sulle possibili collusioni con la Russia
AP

Il figlio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump Jr., e l'ex manager della campagna elettorale, Paul Manafort, hanno raggiunto un accordo con la commissione Giustizia del Senato per testimoniare, la prossima settimana, a porte chiuse, prima di un'eventuale udienza pubblica. La testimonianza verterà sui presunti rapporti tra lo staff di Trump e le autorità russe, su cui sono in corso le indagini, e in particolar modo sull'ormai famoso incontro alla Trump Tower, nel giugno 2016, con alcuni cittadini russi con presunti legami con il Cremlino e l'intelligence russa.

Hyperloop, città e Stati Usa ignari del progetto di Musk

Il fondatore di Tesla ha annunciato un accordo verbale con il governo, ma nessuno ne sa qualcosa. Tra dubbi e speranze, il deputato Castro gli lancia una proposta su Twitter: "Vieni a costruirlo in Texas"
AP

Elon Musk ha stupito il mondo, annunciando di aver ottenuto "l'approvazione verbale del governo" per costruire una linea underground New York-Philadelphia-Baltimora-Washington D.C. da coprire con l'Hyperloop. Con il sistema di trasporto del futuro, alimentato a energia solare, il tragitto dal centro di New York al centro di Washington si farà, aveva scritto il fondatore di Tesla su Twitter, in 29 minuti. Poi, aveva aggiunto che "c'è bisogno ancora di molto lavoro per ricevere l'approvazione formale, ma sono ottimista che succederà rapidamente".

Congresso americano, raggiunto accordo su nuove sanzioni alla Russia. Segnali positivi dalla Casa Bianca

Si profila uno scontro con Trump la cui volontà è invece quella di incrementare le relazioni diplomatiche con Mosca
Ap

Continua il braccio di ferro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il Congresso americano. Al termine della settimana in cui la nuova amministrazione ha festeggiato i sei mesi di carica, Capitol Hill ha raggiunto un accordo bipartisan che rischia di portare allo scontro definitivo con il tycoon newyorchese.

Simona Ferrari, dalla tv italiana ai documentari a New York: "Qui ci sono molte più opportunità"

Intervista con la regista e video editor di Milano, che ora vive a Brooklyn e lavora ad Harlem

Si potrebbe pensare che i cunicoli sotterranei di Parigi e la montagna El Capitan nel parco Yosemite in California in comune non abbiano niente. Si potrebbe, ma sarebbe un pensiero sbagliato, perché a legare questi due luoghi così diversi c’è una donna italiana di quarantun anni che vive a Brooklyn: Simona Ferrari.

Honeywell: l'aerospazio sostiene i conti, alza le guidance

La conglomerata industriale si difende dal pressing dell'investitore attivista Loeb

La conglomerata industriale Honeywell International ha chiuso il secondo trimestre del 2017 con utili per 1,4 miliardi di dollari o 1,80 dollari per azione, in rialzo del 5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; gli analisti si aspettavano profitti per azione di 1,78 dollari. I ricavi sono saliti dell'1% a 10,08 miliardi, anche in questo caso battendo le stime ferme a 9,88 miliardi.

Amministrazione Trump, Scaramucci "ripulisce il suo Twitter" e annuncia grandi cambiamenti alla Casa Bianca

Il nuovo capo della comunicazione di Trump ha eliminato i vecchi tweet contro il presidente perché "le opinioni si sono evolute". Poi in tv ha dichiarato che porrà fine alla fuga di notizie provenienti dall’amministrazione

"Piena trasparenza: sto cancellando vecchi tweet. Le opinioni precedenti si sono evolute e non dovrebbero essere una distrazione. Servo l'agenda di @POTUS e questo è tutto ciò che conta". Con queste parole Anthony Scaramucci, nuovo direttore della comunicazione della Casa Bianca, ha annunciato di aver eliminato i tweet in cui in passato ha condiviso opinioni in contrasto con il presidente americano.

Il messaggio degli Usa alla Cina: giù le mani dalle nostre aziende

La commissione sugli investimenti stranieri sta rallentando o bloccando vari takeover, preoccupata per gli effetti sulla sicurezza nazionale
AP

Gli Stati Uniti stanno rafforzando i controlli sugli accordi che trasferirebbero la proprietà di aziende nazionali a società cinesi, mettendo in dubbio il buon esito di takeover di alto profilo. La commissione sugli investimenti stranieri negli Stati Uniti (Cfius) avrebbe dichiarato che ci sono ostacoli significativi alla conclusione positiva dell'acquisto di MoneyGram International, società di pagamenti con base a Dallas, da parte di Ant Financial Services Group, controllata dal miliardario cinese Jack Ma, cofondatore di Alibaba Group, per 1,2 miliardi di dollari. A riferirlo sono alcune fonti del Wall Street Journal.

Effetto Trump sul Wall Street, un colpo da 312mln per Dimon and Blankfein

I numeri uno di Jp Morgan e Goldman Sachs hanno portato a casa oltre 150 milioni a testa

In questi primi sei mesi alla Casa Bianca Donald Trump è risultato essere il presidente con il più basso indice di gradimento della storia americana, eppure qualcuno che ha molte ragioni per apprezzare il tycoon newyorchese c'è. Almeno due persone, per essere precisi, non possono che sorridere quando sentono pronunciare il nome del commander in chief americano.

Apple: voci di ritardi, niente iPhone 8 fino a novembre?

Secondo indiscrezioni di stampa, ci sono problemi con i sensori 3D per il riconoscimento del volto

Il tanto atteso iPhone 8 potrebbe non arrivare nei negozi fino almeno a novembre a causa di ritardi nella produzione. È quanto sostiene il quotidiano cinese Economic Daily News, ripreso dal sito taiwanese DigiTimes. Se le indiscrezioni, che ricalcano le preoccupazioni degli analisti a Wall Street, fossero confermate, il nuovo modello dello smartphone realizzato da Apple non verrebbe lanciato a settembre, come successo per tutti i modelli precedenti.

'Muslim ban', la Corte Suprema: sì ai nonni negli Usa, no ai rifugiati

Prosegue la battaglia in tribunale del presidente Trump per il suo 'divieto d'ingresso' negli Stati Uniti. A ottobre, la Corte Suprema si esprimerà sulla costituzionalità del suo ordine esecutivo
AP

I nonni possono entrare, i rifugiati no. Cos è possibile sintetizzare la decisione odierna della Corte Suprema degli Stati Uniti sul 'travel ban', da molti definito 'muslim ban', perché si tratta di un divieto di ingresso nel Paese per i cittadini di sei Stati a maggioranza musulmana (Sudan, Somalia, Siria, Libia, Iran e Yemen), deciso dall'amministrazione Trump per motivi di sicurezza.