Fed: per il secondo anno di fila, cala il denaro trasferito al Tesoro Usa

Cifra pari a 80,2 miliardi di dollari. Al netto delle spese sostenute, quanto generato dalla banca centrale deve essere girato nelle casse federali. Il picco risale al 2015, poi è iniziato un ribasso con il rialzo dei tassi

Per il secondo anno di fila, il denaro trasferito per legge dalla Federal Reserve al dipartimento americano del Tesoro è calato nel 2017. Stando a quanto comunicato dalla banca centrale Usa, quest'ultima ha spedito al Tesoro 80,2 miliardi di dollari dei profitti stimati a 80,7 miliardi. Si tratta di un calo di 11,7 miliardi dal 2016. I dati sono preliminari.

La flessione, ha spiegato l'istitito guidato da Janet Yellen fino all'inizio di febbraio, è dovuto a un incremento di 13,8 miliardi di dollari degli interessi pagati sul denaro che le banche parcheggiano presso la Fed. Questo tipo di spesa continuerà a salire con l'aumento previsto dei tassi di interesse. Questa voce è stata parzialmente controbilanciata da un rialzo di 2,5 miliardi di dollari a 113,6 miliari degli interessi generati da prodotti finanziari acquisiti sul mercato, sostanzialmente titoli di stato e bond ipotecari. Le valute in portafoglio hanno generato 1,9 miliardi di dollari.

In base alla legge Usa, la Fed utilizza quanto guadagnato per coprire le sue spese e invia il resto a un fondo del Tesoro contribuendo così a pagare le uscite del governo federale.

Il picco di quanto versato dalla Fed al Tesoro risale al 2015 e fu pari a 97,7 miliardi; il dato ha iniziato a calare quando nel dicembre 2015 la Fed annunciò il primo aumento dei tassi dal giugno 2006. Nel 2016 ci fu una stretta e nel 2017 ce ne sono state tre, tante quante quelle previste nel 2018. Per il 2019 la mediana calcolata dalla banca centrale è di due aumenti del costo del denaro.

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