Ferro, con l'Ice vuole lanciare all'estero le piccole imprese italiane

Intervista a New York del neo presidente dell'Italian Trade Agency: ce ne sono 403mila ma meno della metà è un esportatore sistematico. Dal settore privato (Stm) promette "nuove energie" nella PA

Aumentare il numero degli esportatori italiani, in modo da fare crescere l'export "che più di ogni altro driver, sostiene il Pil". E' questo l'obiettivo che si è prefissato Carlo Ferro, da gennaio il neo presidente dell'Italian Trade Agency. Forte della sua lunga esperienza nel settore privato (arriva da STM, di cui nel 1994 curò l'Ipo e di cui è stato direttore finanziario dal 2003 al 2018), Ferro promette di portare nel settore pubblico un "vento di cambiamento" e "nuove energie" per presidiare ancora di più il territorio italiano e lanciare al di fuori dei confini nazionali le aziende piccole, che grazie all'internazionalizzazione "possono diventare grandi".

In una intervista nell'ufficio dell'Italian Trade Agency di New York, Ferro ha descritto la sua missione. "Ci sono 403mila piccole imprese di cui meno della metà è un esportatore sistematico". Mentre le grandi aziende "sono già all'altezza", quelle piccole devono imparare a "usare meglio le tecnologie digitali nei processi di internazionalizzarsi". Questo significa fare di più sul fronte "del commercio elettronico, dei big data e della tracciabilità del prodotto, che serve sia a protezione del brand, a tutela della denominazione di origine e come lotta alla contraffazione ma anche come strumento di marketing".

In termini di aree geografiche su cui puntare, e tenuto conto delle strategie anche diplomatiche nazionali, Ferro ha parlato di Stati Uniti, Cina, India, Messico e di alcuni Paesi africani.

In termini di settori, il presidente dell'Italian Trade Agency giudica come più promettenti quelli già forti nell'esportazione del Made in Italy, ossia "meccanica, meccatronica, macchine utensili, le quattro F (fashion, food, forniture, fabricated machinery, ndr) e tutto quello che è legato in generale al lifestyle". Ferro però intende concentrarsi non solo sulle opportunità ma anche laddove ci sono le maggiori esigenze di sostegno. Il riferimento è "ai settori strutturalmente più fragili perché maggiormente caratterizzati dalle piccole imprese, come quello agroalimentare, o quelli che sono alla frontiera di continue evoluzioni e mutamenti nel contesto competitivo dei mercati globali, come la tecnologia". In quest'ottica si inseriscono i 140 milioni di euro di stanziamenti dell'Italian Trade Agency per tutti i settori a supporto di piani promozionali del Made in Italy nel 2019. E in questo contesto si inserisce anche il programma Global Start Up (lanciato a inizio mese) che darà sostegno a 120 start-up italiane. Per questo a New York - dove oggi è tornato sul floor del Nyse - lui sta andando a caccia di incubatori e acceleratori dove alcune di quelle start-up potranno poi trascorrere dai tre ai sei mesi.

Per Ferro, serve "fare sistema" per attrarre investimenti e presentare in modo corretto le opportunità del sistema Paese: "Non tanti, secondo me, hanno ben chiaro che l'Italia è la seconda manifattura della Ue, che è la seconda economia agricola per valore aggiunto nella Ue, che in Italia c'è uno dei maggiori numeri di università, è che l'Italia è il Paese che ha maggiormente aumentato percentualmente il numero di brevetti depositati. La verità è che c'è una accelerazione di attenzione e capacità tecnologiche, ve lo dice una persona che per 20 anni ha lavorato in tecnologia con una fabbrica a Catania che è anche un centro di eccellenza di innovazione". Per smontare i pregiudizi che ancora aleggiano sulla penisola, lui intende "comunicare fatti, numeri e risultati".

E intanto spera che "il peggio sia evitato", ossia una guerra dei dazi, una "emergenza" che si spera non coinvolga direttamente la Ue - impegnata a trattare su un accordo con gli Usa - "anche se una guerra tra altre aree non sarebbe positiva perché rallenterebbe il Pil mondiale". Ferro spera nella riduzione o eliminazione delle barriere commerciali.