Financial Times venduto ai giapponesi del Nikkei per 1,2 miliardi di euro

Il gruppo editoriale Pearson ha confermato la notizia e perde un quotidiano storico che possedeva da 60 anni. L'Economist invece resta nel gruppo

Dopo un paio di giorni di voci di corridoio, la notizia è stata confermata. Il gruppo editoriale britannico Pearson ha annunciato di aver concluso un accordo con la giapponese Nikkei per la vendita del Financial Times. Costo dell'operazione 844 milioni di sterline, 1,2 miliardi di euro, che saranno pagati in contanti facendo riferimento al comunicato diffuso dall'editore inglese che possedeva lo storico giornale finanziario da oltre 60 anni.

L'intesa riguarda la totalità delle attività del quotidiano, ma non la quota del 50 per cento sul settimanale The Economist che Pearson possedeva attraverso il Financial Times. L'amministratore delegato e presidente del Nikkei, Tsuneo Kita, si è detto "estremamente orgoglioso" dell'acquisto di "una delle più prestigiose organizzazioni dell'informazione al mondo. Condividiamo gli stessi valori giornalistici".

Di fatto per l'editoria britannica si tratta invece di una sconfitta, visto che Ft rappresenta uno dei pezzi più pregiati a livello globale, dato che una delle peculiarità di questo quotidiano è proprio la sua capillare diffusione tra operatori di mercato, imprese e economisti di mezzo mondo, specialmente tramite il portale internet da cui ricava il 70 per cento del fatturato, con oltre mezzo milione di abbonati fissi a fronte di una tiratura di copie relativamente contenuta, 720 mila (di cui 213 mila abbonati).

Nel 2014 Ft Group ha messo a segno un fatturato da 334 milioni di sterline e un utile operativo da 24 milioni, ma appunto tutto il gruppo non solo il quotidiano, al 30 giugno scorso sempre il gruppo risultata titolare di un patrimonio di attività complessive del valore di circa 250 milioni di sterline. Ora Pearson si disfa del suo pezzo più pregiato dopo 60 anni.

L'amministratore delegato John Fallon ha fornito una spiegazione sconfortante. "Nei media abbiamo raggiunto il punto di flessione con l'esplosione dei dispositivi mobile e dei social media", ha detto. "In questo nuovo contesto, il modo migliore per assicurare il successo giornalistico e commerciale al Ft è essere parte di una compagnia digitale globale".

Pearson invece si butterà quasi completamente sul settore dell'educazione. A Londra la società ha chiuso con un più 2,32 per cento a 1.237 pence. Secondo lo stesso quotidiano la manovra del gruppo giapponese avrebbe "stroncato" l'interessamento in parallelo del gigante editoriale tedesco Axel Springer, che controlla alcune delle testate più popolari in Germania come il tabloid Bild e il quotidiano Welt.

La società tedesca si è limitata a smentire intenti di acquisizione. La cifra del passaggio di mano è comunque inferiore agli 1,44 miliardi che erano stati ipotizzati nei giorni scorsi, quando l'agenzia Bloomberg aveva fatto trapelare l'esistenza di piani di cessione.