Profezie

Apocalisse? Non nel 2012, dice la Nasa

Con buona pace dei Maya, la terra non finirà a dicembre


Alberto Riva

America24, 01 gennaio 2012, 11:16

L’anno appena inziato potrebbe essere l’ultimo della serie, a sentire i numerosi profeti di sventura che citano il calendario Maya per affermare che il 21 dicembre 2012 sarà l’ultima giornata dell’umanità. Davvero? No, dice la NASA. Il 21 dicembre di quest’anno non succederà secondo l’agenzia spaziale americana niente di diverso da quello che succede tutti gli anni: il solstizio d’inverno.

E’ infatti quella la data in cui finisce il cosiddetto “calendario di lungo computo” lasciato dalla civiltà precolombiana. Il solstizio invernale di quest’anno è la fine di un ciclo di 144.000 giorni cominciato alla data mitica di creazione della cosmogonia Maya e che si è ripetuto 12 volte. La tredicesima e ultima finisce appunto il prossimo dicembre. Ma scientificamente non c’è alcuna prova che succederà qualcosa, dice Don Yeomans, astronomo e direttore del Near-Earth Object Program della NASA che si occupa di seguire gli oggetti vicini (in termini astronomici) alla terra: gli asteroidi, soprattutto, come quello il cui impatto provocò la scomparsa dei dinosauri 65 milioni di anni fa.

Non c’è pericolo che una cosa del genere si ripeta presto, secondo quello che ha detto Yeomans al sito space.com. La terra è sì soggetta spesso a impatti di corpi celesti, ma niente di dimensioni pericolose è in vista: “Non ci sono oggetti conosciuti che presentino un rischio credibile per la terra. Nessuno, zero, niente”.

Alcuni sostengono che un pericolo sarebbe un particolare allineamento di stelle o pianeti. Per quanto riguarda questi ultimi, alla terra non fanno alcun effetto: sole e luna influenzano il nostro pianeta, per esempio con le maree, ma un eventuale allineamento inusuale di pianeti in dicembre (che peraltro non è previsto) non causerebbe proprio niente. C’è poi chi dice che l’evento chiave sarebbe invece l’attraversamento del piano della galassia da parte del sole, ma anche questo secondo l’astronomo è un non-evento che, anche se dovesse succedere nel 2012 (e non tra alcuni milioni di anni come invece è previsto), non provocherà alcun effetto.

Un problema più serio potrebbero essere le tempeste solari, dei diluvi di particelle emesse dal sole che si verificano ogni 11 anni e possono danneggiare satelliti e linee elettriche. Si dice che l’ultima supertempesta solare sia accaduta nel 1859, quando il mondo non dipendeva dall’elettronica, e che un evento simile oggi sarebbe catastrofico. Tra tutti gli scenari apocalittici possibili, almeno quelli di origine spaziale, questo è quello meno improbabile. Ma non ci sono indicazioni che una mega-tempesta solare sia in arrivo quest’anno.

Poco da preoccuparsi anche per l’inversione dei poli magnetici terrestri, che accade ogni 500.000 anni e soprattutto non da un giorno con l’altro. E se anche succedesse, poco male: basta invertire le bussole, il nord diventa sud e viceversa. Insomma: secondo l’astronomo della NASA, il catastrofismo del 2012 è tutta pseudoscienza. La scienza vera dice che le cose di cui preoccuparsi sono serie, dal riscaldamento globale agli tsunami, ma che non faranno finire il mondo il 21 dicembre dell’anno cominciato oggi.

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