Fiscal cliff, Congresso ha poche speranze

Riunione della Camera prevista per domenica

Insieme al 2012, per gli americani sta terminando anche l’ottimismo. La soluzione per evitare il fiscal cliff, l’insieme di tagli automatici alla spesa e l’aumento delle aliquote per tutti i contribuenti che potrebbe scattare primo gennaio, sembra sempre più difficile da raggiungere in tempo, con il presidente Barack Obama, appena tornato dalle vacanze alle Hawaii, che non ha ancora rilanciato una proposta, e i leader di Capitol Hill che cominciano a perdere le speranze.

"Sembra" che il Congresso fallirà e che non si troverà un accordo entro la fine dell'anno, ha detto il leader della maggioranza al Senato, il democratico Harry Reid, durante la seduta di giovedì. La colpa del fallimento, secondo Reid, sarebbe dei repubblicani, e in particolare dello speaker della Camera John Boehner, che sembra preoccuparsi“di più di tenere la sua carica", piuttosto che di agire nell'interesse dei cittadini. Reid ha quindi invitato tutti i membri del Congresso a tornare a Washington per discutere insieme una soluzione in extremis. Boehner, che dopo il naufragio del suo “piano B, neppure andato al voto per mancanza di sostegno dai membri del suo stesso partito, aveva tirato i remi in barca, dicendo di voler lasciare al Senato e a Obama il compito di trovare una soluzione, ha invece chiamato i membri della Camera a riunirsi domenica sera, 24 ore prima del momento in cui potrebbe scattare il precipizio fiscale.

Anche il rappresentante della minoranza al Senato, Mitch Mc Connell, ha accusato Obama e il partito Democratico di mancanza di collaborazione, dicendo che “si sono opposti a tutte le proposte” e sottolinenado che il presidente ha perso tempo per dedicarsi alla campagna elettorale negli scorsi mesi, sottovalutando la gravità del fiscal cliff. Obama da parte sua ha ridotto all’osso le vacanze di Natale con la moglie Michelle e le figlie: tornato giovedì mattina alla Casa Bianca, e già in contatto con i leader del Congresso per rimettersi al tavolo delle trattative.

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