Florida messa alla prova dall'uragano Irma. Trump: è "ben preparata"

E' il più forte a puntare sullo Stato, che nel 1992 fu travolto da Andrew. Dopo i danni provocati allora furono adottati requisiti edilizi stringenti ma forse non basteranno. Jose si rafforza

Sarà anche "ben preparata", come ha detto Donald Trump, ma la Florida sta per essere messa alla prova da Irma. L'uragano più potente ad essersi formato nell'Atlantico e che ha raso al suolo alcune isole caraibiche punta dritto sullo Stato e rappresenta un test non solo per il governatore Rick Scott, i cui ordini di evacuazione sono destinati ad aumentare, ma anche per i parametri edilizi imposti dopo che il cosiddetto Sunshine State fu colpito nel 1992 dall'uragano Andrew: fu il più forte degli ultimi decenni ad avere travolto la parte meridionale dello Stato; arrivato a una categoria 5 (la massima) provocò 61 morti e danni per oltre 26 miliardi di dollari (di allora). Distrusse oltre 25.500 case e ne danneggiò altre 101.000.

Dopo un fenomeno meteorologico che lasciò interi quartieri con case abbattute, la Florida decise di adottare nel 2002 parametri edizili considerati tra i più stringenti di tutti gli Stati Uniti. Erano pensati per rafforzare i tetti e le finestre delle abitazioni aumentando, tra le altre cose, la resistenza alla pressione esercitata dai venti. Anche le ispezioni sono diventate più severe. Rispetto ad allora però la posta in gioco è più alta: come spiega il Wall Street Journal, la popolazione è cresciuta di oltre il 50% a 20,6 milioni di abitanti e ciò rischia di intasare la rete stradale, specialmente in casi di emergenze. Il settore immobiliare inoltre è esploso. Lungo i due mila chilometri di costa della Florida ci sono oltre 2,7 milioni di case a rischio. L'allarme è particolarmente alto a Miami e Fort Lauderdale, dove Irma sembra diretta.

E' la prima volta che quei parametri edilizi vengono messi alla prova da una tempesta paragonabile ad Andrew. Ma anche se la parte in cemento degli immobili è aumentata, restano problemi legati per esempio a una rete fognaria e a un sistema per pulire le acque che non sono affatto invidiabili. Inoltre, certe contee si trovano sul livello del mare e dunque rischiano allagamenti significativi. Si stimano inondazioni totali di aree come Miami-Dade e Broward, sulla punta sud-orientale della Florida, se queste riceveranno anche solo la metà dell'acqua che ha travolto Houston (Texas) a causa dell'uragano Harvey.

Intanto dietro a Irma avanza Jose, salito alla categoria 3 e che rischia di mettere ancora più in ginocchio Barbuda. Trump ha dichiarato lo stato di emergenza in South Carolina, dove il governatore Henry McMaster ha detto che evacuazioni obbligatorie inizieranno alle 16 italiane di sabato. Le zone devono essere ancora determinate. In Florida anche il resort Mar-a-Lago di Trump si prepara al peggio. Sulle finestre dell'immobile a Palm Beach considerato la "Casa Bianca d'inverno" sono comparsi pannelli protettivi. E a Miami Beach si aspetta un uragano di proporzioni "nucleari".

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