Florida: ratificate le prime restrizioni sulle armi in tre decenni

Il governatore Rick Scott ha firmato una legge quasi un mese dopo la strage in una scuola dello Stato
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Il governatore della Florida, Rick Scott, ha firmato la legge che introduce quelle che per lo Stato rappresentano le prime restrizioni significative sulle armi da fuoco in tre decenni. La sua mossa è arrivata quasi un mese dopo la sparatoria in una scuola di Parkland, dove un 19enne ha aperto il fuoco uccidendo 17 persone nel giorno di San Valentino.

Scott, un repubblicano con mire al Senato Usa, ha spiegato che per arrivare alla firma ha tenuto conto di tre fattori: se il provvedimento avrebbe migliorato la sicurezza nelle scuole, se avrebbe fornito maggiori finanziamenti per la cura di disturbi mentali e se avrebbe consentito di poter distinguere tra chi è idoneo ad acquistare le armi e chi no. "La risposta a tutte e tre le questioni è stata s". Ecco perché firmo la legislazione", ha dichiarato il governatore facendo contente le famiglie degli studenti rimasti uccisi in una delle peggiori stragi dentro una scuola Usa.

In settimana ambo le aule del Parlamento statale avevano approvato la legislazione bipartisan, sostenuta soprattutto dal Gop. Insoddisfatti molti democratici, che avrebbero voluto anche un divieto sull'acquisto di fucili d'assalto e caricatori ad alta capacità. Delusa, per ovvie ragioni, la National Rifle Association, la potente lobby pro armi convinta che parti della legge violano il Secondo emendamento (quello che riconosce il diritto di possedere armi).

La legge prevede l'innalzamento dell'età minima legale per l'acquisto di fucili (da 18 a 21, con qualche eccezione); impone un periodo di attesa di tre giorni prima che una persona possa completare l'acquisto di un'arma; mette al bando bump stocks (dispositivi che trasformano le armi semiautomatiche in automatiche); crea un nuovo sistema con cui le forze dell'ordine possono chiedere a un giudice di vietare temporaneamente l'acquisto di armi da parte di chi è considerato a rischio. La proposta di legge prevede anche lo stanziamento di 400 milioni di dollari a programmi per la sicurezza nelle scuole e per servizi dedicati alla salute mentale. La legge ratificata dal governatore della Florida crea inoltre un programma volontario volto ad armare membri di staff scolastici che completano un determinato training e che superano varie valutazioni; ne sono esclusi coloro la cui mensione è unicamente l'insegnamento.

"So che non c'è nulla che potremmo mai fare per alleviare il dolore", ha detto Scott rivolgendosi alle famiglie durante la cerimonia. "Ma sappiate che attraverso l'approvazione di questa legislazione, lo Stato della Florida onorerà per sempre" le vittime, che "non saranno mai dimenticate".

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

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La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.