Fmi: Bitcoin non minaccia valute tradizionali ma "non saggio" ignorarne sviluppi

Il direttore generale dell'istituto Christine Lagarde, da Londra, si inserisce nel dibattito iniziato dal Ceo di JPM, secondo cui la criptovaluta è una "frode". Esseri umani necessari anche con intelligenza artificiale
IMF

Le valute virtuali come Bitcoin "per ora pongono ben poche sfide all'ordine esistente di valute e alle banche centrali" ma "non è saggio" ignorarle. Lo ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Inserendosi nel dibattito su questo asset, l'ex ministro francese delle Finanze sembra essersi schierata dalla parte del Ceo di Morgan Stanley e non di quello di JP Morgan e del "lupo di Wall Street". Secondo il primo, James Gorman, Bitcoin "è di sicuro più di una moda passeggera...il concetto di valuta anonima è interessante". Per il secondo, Jamie Dimon, la valuta digitale è una "frode" che farà una "brutta fine". Per Jordan Belfort, l'uomo che ha ispirato il film del 2013 "The Wolf of Wall Street" di Martin Scorsese con Leonardo di Caprio, Dimon ha ragione perché Bitcoin "non è un gran modello" ma lui ha precisato: "Se una criptovaluta dimostra una visibilità nel lungo termine, sarà probabilmente quella appoggiata da una banca centrale".

Nel suo discorso preparato per la conferenza a Londra della Bank of England intitolata "Central Banking and Fintech—A Brave New World?", Lagarde ha fatto capire che secondo lei le criptovalute non sostituiranno le valute tradizionali perché "sono troppo volatili, troppo rischiose e richiedono troppe energie. Molte sono troppo opache per i regolatori e alcune hanno subito attacchi hacker". Ma molte delle criticità tecnologiche citate saranno superate. Lagarde ha voluto ricordare che "non troppo tempo fa, alcuni esperti sostenevano che i pc non sarebbero mai stati adottati e che i tablet sarebbero stati usati solo come vassoi costosi per il caffè".

Il d.g. del Fondo ha invitato a pensare ai Paesi con valute instabili e con istituzioni deboli. "Invece che adottare la valuta di un'altra nazione, come il dollaro americano, alcune di queste economie potrebbero vedere un crescente uso delle valute virtuali. Chiamatela 'Dollarizzazione 2.0'", ha detto.

Secondo Lagarde, "un giorno" i cittadini potrebbero detenere valute virtuali al posto di dollari, euro e sterline "perché potrebbe essere più facile e più sicuro che ottenere banconote, specialmente nelle regioni remote. E perché le valute virtuali potrebbero diventare più stabili". La loro emissione "potrebbe essere finalmente trasparente, governata da regole credibili e pre-definite e da un algoritmo che può essere monitorato".

Per il momento, ha concluso il numero uno del Fondo, "la risposta migliore da parte dei banchieri centrali è continuare ad attuare una politica monetaria efficace e allo stesso tempo essere aperti a nuove idee e nuove domande con l'evolversi delle economie".

Esseri umani necessari anche con intelligenza artificiale
Nel suo discorso Lagarde ha affrontato anche le implicazioni dell'AI e di nuovi modelli di intermediazione finanziaria. Sul primo fronte, ha spiegato che nonostante i progressi "immensi" dell'intelligenza artificiale (AI) e il suo ruolo sempre più diffuso, "gli umani saranno ancora necessari". Secondo lei "nella prossima generazione, le macchine giocheranno quasi certamente un ruolo maggiore, nell'assistere i legislatori e banchieri centrali, offrendo stime in tempo reale, individuando bolle e portando alla luce legami micro-finanziari complessi". Tuttavia, stando al d.g. dell'istituto di Washington "anche con i migliori algoritmi e con le migliori macchine, i target non verranno centrati, le crisi si verificheranno, errori verranno fatti". Per questo lei "non vede le macchine prendere il controllo della politica monetaria". 

Nuovi modelli di intermediazione finanziaria
In riferimento alla domanda da lei posta all'inizio della parte del discorso su questo argomento ("nel 2040 il governatore della Bank of England entrerà nella sede dell'istituto per lucidare una macchina che determina la politica monetaria?"), Lagarde ha detto: in quell'anno, il governatore che entrerà nella BoE sarà in carne e ossa e dietro la porta d'ingresso troverà persone, almeno alcune".

Quanto all'intermediazione finanziaria, nuovi modelli risulteranno da una possibile frammentazione dei servizi bancari esistenti. "Questo significa che più gruppi dovranno essere regolati e che la regolamentazione in sé dovrà evolvere", ha spiegato Lagarde secondo cui "l'indipendenza - almeno nel determinare la politica monetaria - avrà bisogno di ulteriori difese e richiederà una comunicazione ancora più chiara".

Il "nuovo mondo" alla Shakespeare
Lagarde ha concluso dicendo che "per molti questo nuovo mondo delle banche centrali è meno Mary Poppins e più Aldous Huxley: un 'mondo nuovo'", come quello descritto nel romanzo di fantascienza di genere distopico "Brave New World" del 1932 dello scrittore britannico. Per il numero uno del Fondo è meglio pensare a un altro "Brave New World" (espressione che richiama il titolo della conferenza odierna alla BoE), quello evocato da Shakespeare in "La tempesta". Lagarde crede che "in quanto individui e comunità, abbiamo la capacità di dare forma al futuro tecnologico ed economico in modo che funzioni per tutti. Abbiamo la responsabilità di farlo funzionare".

Altri Servizi

Wall Street, pesano i ribassi dei titoli tech

Si prospetta altra giornata in calo. Borse asiatiche giù
iStock

Petrolio: Arabia Saudita vs Usa

Alla riunione dell'Opec del 6 dicembre, Riad punta a tagliare la produzione per sostenere i prezzi. Washington contraria. Tensioni tra i due alleati, uniti nell'indebolire l'Iran

Uniti sul piano geopolitico nel contrastare l'Iran, Stati Uniti e Arabia Saudita sono sempre più divisi sul fronte petrolifero. Riad vuole ridurre la produzione di greggio per sostenere i prezzi, scesi di oltre il 20% dai massimi di quattro anni di inizio ottobre. Washington è invece contraria a un taglio dell'output e insiste nel volere prezzi più bassi. La diversa strategia sta creando tensioni da un lato tra Arabia Saudita e Russia, impegnati dal gennaio 2017 a riequilibrare il mercato petrolifero, e dall'altro tra Arabia Saudita e Usa, due alleati la cui relazione è già messa alla prova dal caso Jamal Khashoggi, il giornalista saudita ucciso il 2 ottobre scorso non appena mise piede nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia); un'inchiesta condotta dal Paese del Golfo ha esonerato da ogni responsabilità il principe erede al trono  Mohammed bin Salman (Mbs), che invece per la Cia ha ordinato l'assassinio del reporter da un anno in auto-esilio in Usa (almeno stando a quanto riferito dal Washington Post).

Wall Street, l'attenzione resta sulla guerra commerciale Usa-Cina

Tensioni al vertice Apec, ora si aspetta il G20 di fine mese
AP

Commercio, Trump: "La Cina vuole un accordo, penso che lo troveremo"

Il presidente Usa: "Ma serve commercio reciproco: la Cina è così oggi grazie a noi"

"La Cina vuole un accordo commerciale" con gli Stati Uniti e "penso che lo troveremo". Con queste parole, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso il proprio ottimismo sui rapporti tra le due principali potenze mondiali, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Buffett scommette su Jpm, annuncia quota da 4 miliardi di dollari

L'uomo a capo di Berkshire Hathaway è ottimista sul settore bancario Usa. Punta anche su Oracle. Esce da Walmart
AP

Warren Buffett scommette su JP Morgan e il settore bancario americano in generale. Berkshire Hathaway, la conglomerata controllata dal celebre investitore, ha annunciato una partecipazione nella banca di Jamie Dimon con cui all'inizio del 2018 aveva unito le forze insieme ad Amazon per lanciare una joint venture volta a ridurre i costi sanitari per i rispettivi dipendenti.

Usa e Cina: è scontro per influenzare l'Asia. L'Apec finisce senza comunicato

Con un duello di dichiarazioni, Pence e Xi hanno messo in evidenza le tensioni non solo commerciali tra le due potenze mondiali

Per la prima volta nei 29 anni di storia dell'Asia Pacific Economic Cooperation (Apec), il summit che si è svolto nel fine settimana in Papua Nuova Guinea si è chiuso di domenica senza un comunicato. Colpa degli scontri tra Cina e Stati Uniti, protagonisti non solo di una guerra commerciale portata avanti a colpi di dazi ma anche di una sfida per esercitare la maggiore influenza economica e politica tra le nazioni che si affacciano sul Pacifico.

Facebook respinge le accuse del Nyt sul tentativo di nascondere gli scandali: "Semplicemente false"

Zuckerberg e Sandberg rispondono al quotidiano, secondo cui i due manager avrebbero cercato di non far emergere le prove contro la società, spargendo poi informazioni false su rivali e critici
Facebook

Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, amministratore delegato e direttrice operativa di Facebook, hanno respinto le accuse lanciate dal New York Times, che in un articolo ha sostenuto che i due manager avrebbero nascosto le prove sul Russiagate e sullo scandalo Cambridge Analytica per non danneggiare la società. Zuckerberg ha detto che l'articolo è "semplicemente falso" e ha difeso Sandberg, affermando che nessuno dei due era a conoscenza della collaborazione con Definers Public Affairs, una società di comunicazione politica di stampo conservatore, che sarebbe stata usata per screditare rivali come Google e Apple e critici di Facebook come il miliardario George Soros. Dopo la pubblicazione dell'articolo del New York Times, Facebook ha rescisso il contratto con Definers.

Afghanistan, anno record per bombe lanciate dagli Usa

Tra gennaio e settembre, lanciati 5.213 ordigni; superato il record di 5.101 del 2010. Con Tump, cambiate le regole d'ingaggio

Gli Stati Uniti non hanno mai lanciato così tante bombe sull'Afghanistan com nel 2018. È quanto emerge dai dati resi noti dallo U.S. Air Forces Central Command, ripresi da Forbes. Diciassette anni dopo la presa di Kabul da parte delle forze statunitensi e alleate, metà dell'Afghanistan è sotto il controllo dei talebani e la guerra è ancora lontana da una conclusione, con 14.000 soldati statunitensi ancora nel Paese.

La Fda limita la vendita di e-cigarette aromatizzate, vuole il divieto sulle sigarette al mentolo

Battaglia dell'ente regolatorio statunitense contro "l'incredibile" aumento dell'uso delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti. La dipendenza dalle sigarette al mentolo più pericolosa di quella dalle sigarette tradizionali

La Food and Drug Administration (Fda) ha annunciato che limiterà la vendita delle sigarette elettroniche aromatizzate, vietando la gran parte degli aromi disponibili sul mercato, e che ha intenzione di vietare la vendita delle sigarette al mentolo.

Uber Technologies ha registrato una frenata dei ricavi nel terzo trimestre del 2018, periodo durante il quale la perdita è peggiorata. Per il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale non si tratta di segnali incoraggianti mentre si prepara a una Ipo, prevista nel 2019 e alla quale sta lavorando anche la rivale Lyft. Con la quotazione, Uber potrebbe essere valutata 120 miliardi di dollari, il doppio rispetto all'ultima valutazione calcolata con una raccolta fondi.