Fmi chiede all'Italia misure "credibili", dubbi Visco su quota 100 e reddito cittadinanza

IMF

Christine Lagarde chiede misure "credibili" che trasformino le intenzioni del governo italiano in risultati tangibili. Valdis Dombrovskis punta il dito contro lo stesso governo giallo-verde, responsabile secondo lui del fatto che l'Italia abbia subito il "rallentamento più pronunciato" tra tutti i Paesi della Ue. Ignazio Visco fa invece notare che il reddito di cittadinanza e quota 100 aiutano la domanda aggregata "ma potrebbero non aiutare la produttività" in un Paese la cui debolezza è "strutturale". Dagli Stati Uniti sono molteplici i messaggi diretti a Roma, dove le stime di crescita nazionale per il 2019 sono state tagliate dello 0,8% rispetto a quelle di dicembre a un +0,2%.

Da Washington, la direttrice generale del Fondo monetario internazionale è stata chiara. Quello che serve in Italia è "l'identificazione di misure credibili che portino ai risultati espressi dalle intenzioni" delle autorità. Due giorni dopo l'ennesimo taglio compiuto dall'Fmi delle sue stime di crescita per il nostro Paese (il cui Pil è visto salire nel 2019 dello 0,1% e non più dello 0,6% stimato solo a gennaio), Lagarde ha detto: "Vorremmo vedere misure reali solide e capire esattamente come possano essere confrontate alle intenzioni".

Da New York, il vicepresidente della Commissione Ue è stato più categorico. "Di tutti gli stati membri della Ue, l'Italia ha vissuto il rallentamento più pronunciato e questo può essere attribuito alle decisioni del governo italiano di mettere un deficit in aumento nella legge di bilancio del 2019 contrariamente praticamente a tutti i consigli dati". Dombrovskis ha fatto notare che i "difficili" negoziati sulla manovra avuti con l'Italia alla fine del 2018 alla fine si sono conclusi positivamente "ma i danni all'economia ormai erano stati fatti. Abbiamo visto gli spread aumentare e la fiducia diminuire colpendo negativamente gli investimenti in Italia". Non è un caso che nel suo Global Financial Stability Report  il Fondo abbia sostenuto che i problemi fiscali in Italia hanno riacceso i timori associati al legame rischioso tra il debito sovrano e il settore finanziario nell'Area euro, un legame al centro della crisi del 2011-12. Il consiglio che Dombrovskis ha mandato al governo di Giuseppe Conte parlando ai microfoni di Bloomberg TV è stato: "Continuare a ridurre il deficit di bilancio e il debito pubblico, che in rapporto al Pil è il secondo più alto della Ue e al momento non sta davvero scendendo".

Anche il governatore della Banca d'Italia ha sostenuto che "il debito pubblico va tenuto sotto controllo". E rispondendo alle varie domande che gli sono state fatte al Council on Foreign Relations a Washington, lui ha spiegato che nel nostro Paese servono "cambiamenti strutturali" che includono investimenti in nuove tecnologie e in capitale umano. Facendo notare che le esportazioni italiane tengono nonostante le tensioni commerciali in corso, Visco ha rassicurato il suo pubblico: in Europa "non siamo vicini a una recessione".

Su questo ha tranquillizzato anche Dombrovskis, che domani parlerà all'Atlantic Council a Washington: nella Ue "ci aspettiamo che l'economia Ue continui a crescere" nel 2019, con un Pil in aumento dell'1,6%. "E' attesa una crescita in tutti i 28 Paesi membri". Anche in Italia, seppur di qualche decimo di punto percentuale.