Fmi: il sistema finanziario si rafforza ma attenzione a cinque vulnerabilità

Sono: la caccia ai rendimenti, il rialzo dei livelli di debito nelle economie del G20, il boom del credito in Cina, volatilità bassa e l'incremento della dipendenza delle nazioni a basso reddito. Redditività un problema per 9 banche

Anche se il sistema finanziario globale "continua a rafforzarsi" e lo stato di salute così come la resilienza delle banche importanti a livello di sistema globale "continua a migliorare", il Fondo monetario internazionale crede che questo non sia il momento per compiacersi. "Azioni sono necessarie perché le vulnerabilità sono in aumento". Se non tenute sotto controllo, "potrebbero mettere a rischio la crescita in futuro". Inoltre, nove banche faticheranno negli anni a venire nel restare sufficientemente redditizie. Tra di loro c'è Unicredit.

Le cinque vulnerabilità
E' questo il messaggio lanciato da Tobias Adrian, direttore del dipartimento Monetario e dei mercati dei capitali del Fondo. Commentando il Global Financial Stability Report appena pubblicato, Adrian indica cinque vulnerabilità.

La prima è un aumento dei rischi nei mercati finanziari: "La ricerca di rendimenti potrebbe essersi spinta troppo in là. C'è semplicemente troppo denaro che rincorre troppi pochi asset" che offrono rendimenti succulenti. "Ci sono meno di 2.000 dollari di bond con investment grade con rendimenti sopra il 4% contro i 16.000 miliardi dei livelli pre-crisi", fa notare l'esperto. Gli investitori istituzionali, aggiunge Adrian, sono spinti a cercare rendimenti ma ciò espone i loro bilanci a un aumento dei rischi.

La seconda vulnerabilità è il rialzo dei livelli di debito nelle economie del G20: "Il leverage nel settore privato è ora più alto rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria"; un forte aumento dei tassi di interesse pone notevoli rischi.

La Cina torna poi a preoccupare il Fondo con "la dimensione, la complessità e il passo di espansione del credito nel sistema finanziario, specialmente in quello ombra", da cui possono emergere elevati rischi alla stabilità finanziaria.

In aggiunta, con una volatilità "estremamente bassa" nelle varie asset class, "i mercati sembrano compiaciuti di fronte a shock potenziali" che includono rischi geopolitici, sorprese di un'accelerazione dell'inflazione e rischi negativi per l'economia.

L'ultima vulnerabilità è data dall'incremento della dipendenza delle nazioni a basso reddito e dei mercati emergenti al credito straniero in aumento, che "in generale, è una buona notizia perché dà sostegno alle prospettive di crescita" in quei Paesi dove però i flussi di denaro sono "sulla strada giusta per raggiungere i 300 miliardi di dollari nel 2017, più del doppio del totale degli ultimi due anni", avverte Adrian.

I cinque consigli
Di fronte a tutto ciò, l'esperto del Fondo fornisce una ricetta in cinque punti. Le banche centrali principali devono garantire una normalizzazione senza intoppi della loro politica monetaria; per questo devono comunicare bene le loro intenzioni per evitare turbolenze sui mercati. I regolatori finanziari devono ricorrere a politiche microprudenziali, valutandone un ampliamento dei loro confini, per limitare il leverage. Le autorità di supervisione devono porre una maggiore attenzione sui modelli di business delle banche più importanti; in questo contesto il Fondo stima che quasi un terzo delle banche importanti a livello di sistema (corrispondenti a 17.000 miliardi di asset) faticheranno a ottenere una redditività sostenibile per garantire una loro resilienza. I Paesi nei mercati emergenti devono approfittare delle condizioni favorevoli di finanziamento di cui godono per risolvere squilibri; in Cina, i legislatori dovrebbero rendere l'economia meno dipendente da una crescita rapida del credito. Infine, il framework di riforma della regolamentazione globale sviluppato dopo la Grande Recessione "deve essere completato e pienamente implementato. La cooperazione globale resta essenziale".

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