Fmi, Lagarde: criptovalute danno benefici ma non tutte sopravviveranno

Il d.g. dell'istituto di Washington le paragona alla mania dei tulipani del 17esimo secolo. Consiglia ai regolatori di essere "vigili".
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I "cripto-asset" come Bitcoin, la valuta digitale con la maggiore capitalizzazione, non rappresentano al momento una minaccia immediata per il sistema finanziario. Ne è convinta Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale. In un documento preparato mentre a Washington iniziano gli Spring Meetings del Fondo, l'ex ministro francese delle Finanze ha scritto che "stando alla nostra analisi preliminare, data la loro portata ancora contenuta e i loro legami limitati al resto del sistema finanziario, i cripto-asset non rappresentano un pericolo immediato".

Detto questo, ha scritto Lagarde, "i regolatori dovrebbero restare vigili: i cripto-asset hanno il potenziale di ingrandire i rischi di un trading fatto con un alto livello di leverage e di aumentare la trasmissione degli shock economici nel caso in cui [i cripto-asset stessi] dovessero diventare più integrati nei prodotti finanziari tradizionali".

L'ex ministro francese delle Finanze ha aggiunto che "banche e altre istituzioni finanziarie dovranno affrontare varie sfide per quanto riguarda i loro modelli di business nel caso in cui ci dovesse essere un grande allontanamento da valute emesse dai governi verso i cripto-asset".

Inoltre, "per i regolatori potrebbe essere più difficile garantire la stabilità di un sistema finanziario più decentralizzato". In questo scenario, Lagarde ipotizza che "le banche centrali potrebbero avere maggiori problemi nell'agire come prestatore di ultima istanza in caso di una crisi".

Secondo Lagarde, "prima che i cripto-asset possano trasformare l'attività finanziaria in un modo significativo e duraturo, devono guardagnarsi la fiducia e il supporto di consumatori e autorità. Un passo iniziale importante sarà il raggiungimento di un consensus nella comunità regolatoria globale sul ruolo che i cripto-asset dovrebbero giocare. Siccome i cripto-asset non conoscono confini, la cooperazione internazionale sarà essenziale".

L'Fmi da lei guidato si offre di fornire consigli e di fungere da forum per le discussioni. "Dobbiamo mantenerci aggiornati sugli sviluppi rapidi dei mercati e delle tecnologie. Dobbiamo agire rapidamente per chiudere divari di conoscenza che impediscono un monitoraggio efficace dei cripto-asset", ha aggiunto Lagarde. Secondo lei, ci dovrebbe essere un'analisi del rischio sistemico associato a tali asset e risposte "tempestive" cos" come misure per proteggere consumatori, investitori e l'integrità dei mercati.

"La rotazione frastornante dei cripto-asset come Bitcoin porta a fare paragoni con la mania dei tulipani che ha travolto l'Olanda nel 17esimo secolo e la recente bolla dot-com" scrive Lagarde che aggiunge: "Con oltre 1.600 cripto-asset in circolazione, sembra inevitabile che molti non sopravviveranno al processo di distruzione creativa".

Lagarde è tornata quindi a rivolgersi alla classe dirigente e ai legislatori consigliando di "tenere una mentalità aperta e lavorare per un framework regolatorio equilibrato che minimizza i rischi e che allo stesso tempo permette al processo creativo di dare frutti". L'idea è che "così come poche delle tecnologie emerse dall'era dot-com hanno trasformato le nostre vite, i cripto-asset che sopravviveranno potranno avere un impatto significativo su come risparmiamo, investiamo e paghiamo le bollette". Inoltre ha invitato i legislatori a"distinguere tra minacce reali e paure inutili".

L'ex ministro francese delle Finanze si è concentrata sui "benefici potenziali" dati dai cripto-asset: "permettono transazioni finanziarie rapide e poco costose offrendo allo stesso tempo alcuni dei vantaggi del contante"; la tecnologia sottostante "potrebbe aiutare i mercati finanziari a funzionare in modo più efficiente" e le aziende a conservare documenti confidenziali; nelle economie in via di sviluppo, tutto ciò potrebbe "aiutare a proteggere i diritti sulla proprietà, ad aumentare la fiducia nei mercati e a promuovere gli investimenti".

Tutto ciò porta Lagarde a dire che "se i cripto-asset emessi privatamente restano rischiosi e instabili, potrebbe esserci una domanda di forme digitali di moneta fornite dalle banche centrali". Inoltre, "contratti smart" potrebbero eliminare il bisogno di alcuni intermediari.

Secondo il d.g. del Fondo, "la rivoluzione fintech non eliminerà il bisogno di intermediari di fiducia come i broker e le banche. C'è tuttavia la speranza che applicazioni decentralizzate alimentate da cripto-asset portino a una diversificazione del panorama finanziario, a un migliore equilibrio tra fornitori di servizi centralizzati e decentralizzati e a un ecosistema finanziario che sia più efficiente e potenzialmente più robusto nel resistere alle minacce".

Lagarde ha concluso la sua analisi dicendo che "comprendere i rischi che i cripto-asset potrebbero porre alla stabilità finanziaria è vitale se vogliamo distinguere tra minacce reali e paure inutili".

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