Fmi: mercati emergenti rischiano fuga di capitali non vista dal 2008

Si tratta di uno scenario avverso ipotizzato dall'istituto di Washington. Probabilità che si verifichi al 5%

Il Fondo monetario internazionale ha messo in guardia: i Paesi emergenti dovrebbero essere in grado di affrontare le recente turbolenze osservate nei mercati finanziari ma in uno scenario avverso rischiano di subire una fuga di capitali a un passo non visto dalla crisi del 2008 e a livelli più alti di quelli del quarto trimestre del 2011, durante il picco della crisi del debito sovrano europeo. C'è il 5% di probabilità di un simile scenario.

E' quanto emerge dal Global Financial Stability Report, redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Bali, Indonesia. Esclusa la Cina, la fuga dei capitali potrebbe essere di 100 miliardi di dollari o più nell'arco di quattro trimestri.

Stando allo scenario avverso, i deflussi di capitali potrebbero raggiungere lo 0,6% del Pil. Si tratterebbe di un ammontare "comparabile ai deflussi visti durante la crisi finanziaria globale" di 10 anni fa, recita il rapporto elaborato due volte l'anno.

Un tale scenario "avrebbe probabilmente un impatto severo sulla performance economica dei mercati emergenti, specialmente sulle aziende e i Paesi che dipendono da finanziamenti esteri". Stando all'Fmi, "la fuga di capitali in questo scenario sarebbe molto più alto, per esempio, del quarto trimestre del 2011".

Un tale scenario, ha concluso l'Fmi, è evitabile ma le vulnerabilità restano alte. Oltre il 45% dei Paesi a basso reddito erano ad alto rischio di vedere o di avere già il loro debito sotto stress. Cinque anni fa erano solo il 25%.

La normalizzazione graduale della politica monetaria della Federal Reserve ha conseguenze sugli emergenti. "In Usa i tassi sono saliti, i rendimenti dei Treasury hanno corso portandosi sopra il 3% nel caso del decennale, il dollaro si è apprezzato. Ci aspettiamo", ha spiegato Tobias Adrian, direttore del dipartimento Monetario e dei mercati dei capitali del Fondo, "che le strette continueranno mettendo ulteriori pressioni al rialzo i tassi e il dollaro portando a condizioni finanziarie più stringenti negli emergenti con un conseguente deflusso di capitali".

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