Fmi: "progressi notevoli" nel sistema bancario Ue, ma redditività resta una sfida

La ripresa cicicla e la ristrutturazione dei modelli di business non bastano

Nel sistema bancario europeo sono stati fatti "progressi notevoli" negli ultimi anni e l'ottimismo su una ripresa ciclica nelle economie avanzate ha aiutato a spingere al rialzo i prezzi delle azioni delle banche Ue quotate. Tuttavia, serve fare di più per ridurre l'eccesso di banche nei Paesi con i problemi più grandi. E' quanto si legge nel Global Financial Stability Report (Gfsr), il rapporto redatto dal Fondo monetario internazionale nell'ambito dei lavori primaverili in corso a Washington.

In esso l'istituto guidato da Christine Lagarde chiarisce due punti: da un lato, "una ripresa ciclica, da sola, sarà probabilmente insufficiente per rilanciare la redditività delle banche che continuano a essere deboli"; dall'altro, "una semplice ristrutturazione dei modelli di business difficilmente porterà a una redditività sufficiente".

E' vero, riconosce il Fondo, che la reddività rappresenta una sfida in generale ma ciò "vale particolarmente per le banche nazionali, che sono esposte di più alle loro rispettive economie: quasi tre quarti di esse hanno registrato rendimenti deboli nel 2016", cosa in questo caso definita da un RoE inferiore all'8%.

Tra le sfide strutturali il Fondo ha individuato il cosiddetto overbanking, "che varia per natura e dimensione di Paese in Paese" e che è inteso come "un insieme di fattori strutturali che ha portato a un settore bancario eccessivamente ampio e che condiziona la redditività delle banche nel sistema". Fornendone qualche esempio (un sistema bancario con asset più grandi dell'economia di riferimento o la presenza di troppe banche con un focus regionale o con un mandato ristretto), il Fondo spiega che l'overbanking può limitare le opportunità di concessione del credito o portare a un numero di filiali alto in rapporto agli asset del sistema bancario; ciò aumenta i costi e riduce le efficienze operative.

L'istituto di Washington fa notare che a condizionare negativamente la redditività delle banche sono anche "venti contrati di sistema" che possono colpire gli istituti di credito più grandi d'Europa. Quei gruppi "trovano difficile stare al passo con i rivali e in alcuni casi ciò è dovuto a problemi di redditività nei loro Paesi di origine". Il Fondo conclude dicendo che fino a quando non sarà risolto, il problema dato da una combinazione di "profitti deboli, scarso accesso ai capitali privati e il peso notevole di debito cattivo frenerà la ripresa e potrebbe riaccendere rischi di tipo sistemico".

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