Fmi a San Marino: il settore bancario deve essere rafforzato

La Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino va ristrutturata, deve cambiare modello di business e ridurre costi operativi

Ristabilire la tenuta del settore bancario e mantenere la stabilità finanziaria restano le principali priorità per San Marino. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale, il cui staff ha concluso la sua missione nel Paese. Facendo notare che la rotta del debito pubblico dipenderà dal costo fiscale finale della riparazione del sistema bancario, l'istituto di Washington consiglia riforme strutturali, inclusa la riduzione della burocrazia, per aiutare una riorganizzazione dell'economia. Anche perché, sostiene l'Fmi, "l'agenda delle riforme è faticosa e richiede un forte impegno da parte di tutti".

Nel comunicato diffuso dall'istituto guidato da Christine Lagarde, si legge che "l'economia è rimbalzata nel 2016 ma lo slancio sta rallentando di fronte alle incertezze del settore bancario con una perdita notevole registrata dalla banca più grande e dalla chiusura di una banca piccola nel 2017". Il riferimento è alla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino (CRSM) e ad Asset Banca.

Per l'Fmi, CRSM "deve essere ristrutturata per tornare a essere operativa, deve cambiare il suo modello di business, ridurre i costi operativi e fare prestiti prudenti". Ricordando che San Marino ha iniettato nell'istituto di credito 220 milioni di euro (il 16% del Pil) tra il 2012 e il 2016, l'Fmi prevede che la cifra aumenti vista la perdita subita. 

"Prima che nuovi capitali siano iniettati, quella perdita deve essere assorbita dagli azionisti attuali e dai sottoscrittori di bond subordinati", consiglia il Fondo. Secondo l'Fmi, un coinvolgimento di tutti gli stakeholders, incluso lo Stato, "è essenziale per ridurre i costi operativi di CRSM al fine di limitare un peso ulteriore a carico dei contribuenti". La priorità secondo gli esperti del Fondo? "Una ri-privatizzazione del gruppo". Inoltre, il governo di San Marino "dovrebbe esplorare l'outsourcing di certe funzioni di management, anche a grandi banche straniere, per promuovere lo sviluppo di un solido business model e allo stesso tempo migliorare immediatamente la gestione dei rischi e della liquidità".

Le banche in generale dovrebbero essere soggette a piani "credibili e ambiziosi" volti a ridurre significativamente i non performing loan nel medio termine". Infine, la banca centrale di San Marino è spinta dal Fondo a migliorare "con urgenza" le sue capacità di gestione dei rischi e le attività di supervisione; per questo, necessita di una riforma.

Quanto all'economia di San Marino, l'Fmi prevede che si espanda al di sopra di un punto percentuale nel 2018 ma gli investimenti restano deboli. Il Fondo calcola che il Pil sia cresciuto del 2% nel 2016 e dell'1,5% nel 2017. L'Fmi avverte: una riforma incompleta del settore bancario potrebbe portare a un'ulteriore perdita della fiducia nel sistema limitando la concessione di credito all'economia. Non solo: i conti pubblici rischiano di essere messi ancora di più sotto pressione con la riparazione del sistema bancario.

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