Fmi: tassi di interesse reali cresceranno "modestamente"

I fattori che li hanno spinti al ribasso impediranno un loro ritorno a livelli alti. Aumentano i rischi nel settore finanziario

I tassi di interesse reali sono calati "sostanzialmente" su scala mondiale dagli anni '80 e ora sono in leggero territorio negativo ma con la "normalizzazione delle condizioni dell'economia globale" in seguito alla peggiore crisi dalla Grande Depressione degli anni '30 sono visti "crescere modestamente nel medio termine". Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel capitolo terzo del World Economic Outlook, il rapporto sulle prospettive economiche mondiali che è stato redatto in vista degli Spring Meetings che si svolgeranno a Washington DC la prossima settimana.

L'istituto guidato da Christine Lagarde spiega che i tassi in questione "probabilmente non torneranno ad essere alti", al livello medio del 2% osservato a metà degli anni 2000, perché i fattori che hanno contribuito a tenerli bassi negli ultimi anni "difficilmente cambieranno in modo sostanziale". Essi sono tre. Il primo è che "un rialzo costante della crescita dei redditi nelle economie dei mercati emergenti nel periodo 2000-07 [che] ha portato a un notevole aumento dei tassi di risparmio" in quei Paesi; il secondo è relativo alla "domanda di asset sicuri, cresciuta come riflesso soprattutto del rapido cambiamento della raccolta in alcune economie dei mercati emergenti e dell'incremento della rischiosità dell'azionario rispetto all'obbligazionario"; il terzo è dato dal "declino forte e persistente dei tassi di investimento nelle economie avanzate come conseguenza della crisi finanziaria globale". L'analisi del Fmi tiene conto degli effetti sulle politiche monetarie delle banche centrali: "un periodo di tassi di interesse reali costantemente basso potrebbe far sì che la neutralità di politiche sui tassi sarà più bassa di quella vista negli anni '90 e 2000".

Un contesto caratterizzato da "tassi di interesse reali continuamente bassi" potrebbe "indurre le istituzioni finanziarie a cercare rendimenti più alti assumendo più rischi", riferisce il Fondo secondo cui "potrebbe esserci un aumento dei rischi sistemici nel settore finanziario". Elemento che rende ancora più importante "un'appropriata supervisione macro e micro prudenziale per il mantenimento della stabilità finanziaria".

Inoltre, in uno scenario di tassi di interessi reali bassi, "l'aumento degli investimenti pubblici potrebbe non portare a un incremento del debito pubblico nel medio termine". L'istituto guidato da Lagarde spiega che con "tassi reali visti vicini a o più bassi dei tassi di crescita del Pil reale per un periodo di tempo prolungato, l'incremento in spese governative a debito, soprattutto investimenti pubblici, potrebbe non aumentare il debito pubblico nel medio termine".