Fondi azionari a bassa volatilità: una scelta che piace agli investitori

In periodi di turbolenza, gli Etf "low vol" sembrano una buona scelta. C'è chi li considera un pericolo: possono alterare l'andamento dei titoli?

I fondi azionari che promettono agli investitori rischi minori a fronte della volatilità dei mercati piacciono sempre di più: a maggio, per l'undicesimo mese di fila, hanno visto aumentare i capitali in ingresso, diventando una delle più interessanti "success story" del settore della gestione di asset. Restano però dei timori: è possibile che, a fronte di un'eventuale futura crisi di mercato, non riescano a tenere lo stesso passo. Stando ai calcoli del Financial Times, i fondi "low vol", a bassa volatilità (low volatility), quotati negli Stati Uniti, hanno visto entrare più di 10 miliardi di dollari finora nel 2016, più del doppio del totale di tutto l'anno precedente.

Due fondi quotati di BlackRock hanno fatto per adesso la parte del leone, catalizzando più della metà del totale raccolto. Questi e altri fondi simili scelgono le azioni che, secondo le previsioni, dovrebbero calare di meno durante un periodo di crisi, ma dovrebbero anche crescere di meno quando il mercato è rialzista. In buona sostanza, mettono al riparo da perdite eccessive, ma non garantiscono guadagni altissimi.

Alcuni investitori sembrano scettici e temono che questi nuovi fondi possano alterare il comportamento delle azioni sottostanti. "I fondi azionari a bassa volatilità sono probabilmente la cosa più pericolosa che ci sia sul mercato. Il grande problema è che i mercati sono sempre gli stessi: non sono le cose considerate rischiose a essere pericolose, ma quelle considerate sicure, che poi si rivelano rischiose", ha detto Jeffrey Gundlach, fondatore della società di gestione di asset DoubleLine, sottolineando che "chi possiede queste azioni pensa che non caleranno e quando invece questo succede si hanno vendite di massa".

Secondo la società di ricerca Morningstar, negli Stati Uniti ci sono attualmente 25 Etf (exchange traded fund, fondi quotati) classificati come fondi a bassa volatilità, con asset complessivi per 35 miliardi di dollari alla fine di aprile, 9,8 miliardi dei quali investiti nei primi quattro mesi dell'anno. Il ritmo di fondi in ingresso è salito notevolmente a febbraio, quando l'andamento dell'azionario aveva spinto gli investitori a temere una nuova recessione globale.

Successivamente, l'ingresso di fondi è continuato, anche se quando l'indice Vix, che misura la volatilità dei mercati, ha ricominciato a calare, riportandosi ai minimi in un anno: i sei maggiori Etf "low vol" hanno visto entrare capitali per 1,6 miliardi di dollari in maggio. Andrew Ang, che si occupa di strategia per BlackRock, ha spiegato che chi investe in questo tipo di fondi meno probabilmente cederà i propri titoli durante un "panic selling", un'ondata di vendite scatenata dal panico, cosa che isola i fondi stessi dalle forti turbolenze di mercato.

Per questo, la domanda di questo genere di Etf dovrebbe restare alta, soprattutto finché nel complesso le condizioni di mercato resteranno incerte. "Il momento in cui le strategie a bassa volatilità funzioneranno nel modo peggio sarà quando non ci sarà il rischio che il Regno Unito lasci l'Unione europea, non ci saranno crisi di rifugiati in Europa, in Grecia andrà tutto bene, non ci saranno più isis, al Qaida e crolli del petrolio", ha detto Ang, spiegando con questo esempio che i mercati non saranno mai completamente tranquilli e questo farà bene ai fondi "low vol".