Fondi pensione Usa in crisi, per Moody's ammanco triplicato a 2.000 miliardi

Nonostante i recenti aumenti degli investimenti, i fondi pensione americani non hanno fondi sufficienti per coprire i pagamenti attuali e futuri
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Nonostante i recenti aumenti degli investimenti, i fondi pensione americani non hanno fondi sufficienti per coprire i pagamenti attuali e futuri. Stando ai dati di Moody's Investor Service, in meno di un decennio l'ammanco è triplicato a quasi 2.000 miliardi di dollari.

L'agenzia di rating ha esaminato le passività dei 25 maggiori fondi pensione, che coprono il 40% degli asset per un totale di 5.300 miliardi di dollari. I fondi pensione hanno subito il collasso finanziario del 2008: quell'anno e il successivo gli asset sono calati complessivamente quasi del 22%.

Ma i problemi erano iniziati ben prima della crisi e si sono successivamente acuiti dalle azioni delle amministrazioni statali e locali. Stati e città hanno inoltre usato escamotage contabili per mascherare gli ammanchi crescenti, sfruttando cavilli che consentono di "spalmare" su vari anni l'impatto della crisi.

Diversamente dalle regole contabili aziendali, quelle relative alle finanze pubbliche consentono ai gestori dei fondi pensione di rivedere i numeri in modo che le passività previste sembrino minori. "Il risultato è che diventa pratica comune usare tassi di sconto relativamente alti che ritoccano al ribasso le passività", ha fatto sapere Moody's.

A pesare sui conti dei fondi pensione sono anche fattori demografici e i diffusi tagli della forza lavoro a livello statale e locale. La Grande Recessione ha infatti ridotto in modo significativo il numero di lavoratori attivi che versino contributi nei fondi pensione (in Michigan per esempio il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è calato più del 50%).

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