Fontana, Calzolari, Clemente: le gallerie di Chelsea puntano sugli artisti italiani

Nell’arco di una settimana aprono tre grandi mostre

L’arte italiana conquista Chelsea, il regno delle gallerie newyorkesi. Nell’arco di una settimana, nel giro di pochi isolati, aprono al pubblico tre importanti mostre dedicate a Pier Paolo Calzolari, Lucio Fontana e Francesco Clemente.

Conosciuto come uno dei più originali, e quotati, interpreti dell’Arte Povera, Calzolari ha avuto il potere di abbattere il muro tra Marianne Boesky e Pace. In occasione del suo ritorno negli Stati Uniti, dopo 20 anni di assenza, le due gallerie, vicine di casa sulla 25esima strada, hanno creato un passaggio interno tra gli spazi. La mostra, una retrospettiva che comprende molte delle opere più significative della carriera di Calzolari, è un inno all’idea dell’arte come luogo di trasformazione, realizzata attraverso l’utilizzo di materiali effimeri e piccoli dispositivi elettrici, tra cui si innescano poetici processi di deterioramento.

Ad appena una strada di distanza, sulla 24esima, in una delle sedi dell’impero di Gagosian, è il trionfo di Lucio Fontana. Il curatore Germano Celant, in collaborazione con una delle ‘directors’ della galleria, Valentina Castellani, ha ricostruito per la mostra newyorkese sei degli “ambienti spaziali”, dove il visitatore si trova immerso in un delirante incontro tra architettura, pittura e scultura. Palesando tutta la visionarietà che ha animato la ricerca di Fontana, Gagosian presenta un’esposizione dal carattere museale, che racconta in maniera spettacolare e approfondita come il fondatore dello ‘spazialismo’ sia riuscito a superare la dimensione fisica dell’oggetto artistico.

A completare il quadro dei grandi nomi dell’arte italiana a Chelsea, ci pensa Francesco Clemente, che sabato 5 maggio inaugura una mostra di nuovi lavori alla galleria Mary Boone. Pittore di origini napoletane, Clemente è tra i protagonisti del movimento della Transavanguardia, che negli Ottanta ha contribuito al ritorno alla pittura dopo un decennio dominato dall’arte concettuale. A New York l’artista presenterà una serie di dipinti ispirati alle diverse parti del mondo in cui è vissuto, dall’India al Brasile, per i quali ha utilizzato materiali e iconografie caratteristici delle diverse culture.

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