Forte (Agenzia Ice NY): l'agroalimentare italiano protagonista in Usa

Nei primi 4 mesi del 2015, +18,5% le esportazioni italiane nella prima economia al mondo. Francia superata nel vino. Siamo primi fornitori anche di olio, pasta e formaggi
Agenzia ICE New York

I primi quattro mesi del 2018 fanno ben sperare per le esportazioni italiane negli Stati Uniti, terzo Paese per destinazione dopo la Germania e la Francia (che ne assorbono rispettivamente il 13,4% e il 10,9% contro l'8,3% degli Usa). E quest'anno, diversamente dal 2016 e 2017, tutti i settori "stanno andando bene". Se il trend continuerà, l'Italia si confermerà anche quest'anno come "la nazione che cresce di più nell'export verso l'America" di un Donald Trump le cui politiche commerciali sono guardate con "preoccupazione". E' Maurizio Forte, direttore Agenzia ICE New York e Coordinamento Usa, a fotografare (con ottimismo) la situazione attuale e le prospettive future, specialmente per l'agroalimentare italiano che registra una crescita "al di sopra della media" (+18,5% a 1,68 miliardi di dollari circa tra gennaio e aprile contro un +10,4% dello stesso periodo del 2017, quando nell'intero anno il valore delle importazioni di prodotti agroalimentari e di bevande italiani in Usa ha superato i 4,8 miliardi).

"Il commercio estero non è una gara", ha spiegato Forte in una intervista ad America24, "ma se si cresce più degli altri, male non fa". Nei primi quattro mesi del 2018 "solo l'India ha fatto meglio di noi nella vendita di alcuni prodotti".

Stando a Forte, nell'agroalimentare "non ci sono grandissime novità o grandissimi cambiamenti nei numeri ma è perché stiamo parlando di un settore che ha già raggiunto i massimi livelli a cui possiamo aspirare". L'obiettivo è dunque quello di amplificare e consolidare la nostra presenza "perché quando sei primo, devi mantenere quella posizione. Di più non puoi fare".

E come si resta primi in Usa? Stando a Forte, serve un mix di iniziative su cui l'Agenzia ICE punta da tempo. Si va dalle campagna di comunicazione pensate per il pubblico americano, come quella dal claim "Extraordinary Italian Taste" e quella per promuovere il nostro vino avente lo slogan "Italian Wine – Taste the Passion". Ci sono poi gli accordi con grandi catene di distribuzione, come la quindicina che ora vanta 3.400 aziende italiane presenti a scaffale e a cui si aggiungono 600 nuovi promotori. D'altra parte serve "informare il consumatore della qualità [dei prodotti Made in Italy] e cercare di fare trovare sempre di più prodotti italiani autentici per aumentare la possibilità di scelta" e dunque la quota di mercato. E siccome "dal punto di vista legale non abbiamo molte armi" per combattere prodotti che 'suonano' come italiani ma che tali non sono, "l'unica [arma] che possiamo usare è quella dell'informazione e della conoscenza".

Nella ricetta dell'Agenzia Ice per promuovere l'export agroalimentare italiano in Usa - dove il "food è uno dei pilastri più importanti" - ci sono anche fiere come il Summer Fancy Food Show, la più grande del Nord America dedicata al cibo e "il punto di riferimento per la promozione del Made in Italy". L'edizione del 2018 è in calendario dal 30 giugno al 2 luglio prossimi al Javis Center di New York City. Organizzato da Universal Marketing e la Specialty Food Association con l'aiuto dell'Agenzia Ice, l'evento vede nell'Italia "la presenza internazionale più grande: il 12% del totale degli espositori è italiano; prima di noi ci stanno solo gli americani", ha spiegato Forte secondo cui la nostra è una presenza "molto forte non solo quantitativa ma anche qualitativa". Per Forte, la qualità degli espositori è cresciuta, c'è una presenza maggiore di aziende medio grandi e quelle nuove più piccole sono "ben attrezzate" e altre "portano con sé novità nei prodotti tradizionali in termini non solo di packaging ma anche di modalità di consumo".

Con 300 aziende, il Padiglione Italia brandizzato dalla ormai nota bandiera tricolore morsicata dall'alto, è il più grande. Grazie alla collaborazione "consolidata" con Fiera Milano, Verona e Parma, il nostro Paese si presenterà quest'anno al River Padillion, la novità di questa edizione del Fancy Food. Là, dove verranno installate nove postazioni di cucine a vista, "una quarantina di aziende italiane si darà il cambio per promuovere i loro prodotti in azione". E i buyer, gli influencer e la stampa potranno osservare e gustare il Made in Italy che va in scena, anche in una serata (quella del primo luglio) dedicata all'Italia e aperta ai fornitori.

Nell'agroalimentare, ha continuato Forte, l'Italia è il primo fornitore in Usa di olio, pasta e formaggi. "La buona notizia è che se lo scorso anno la Francia era primo fornitore di vino con l'Italia seconda, quest'anno (con una quota di mercato salita al 32,6% nei primi quattro mesi del 2018, ndr) siamo di nuovo primi staccando la Francia. Speriamo di mantenere questa positizione".

A seconda dei prodotti, il nostro Paese se la gioca con varie nazioni. Nel vino, divide con la Francia una quota di mercato di oltre il 60% di cui il 32% è tricolore. Nell'olio di oliva, ha continuato Forte, "siamo saldamente" davanti alla Spagna. Nel formaggio "ci possiamo considerare leader con una quota del 27% davanti alla Francia che ne ha una del 13%". Anche nella pasta stacchiamo di gran lunga il principale competitor, che in questo caso è il Canada, con quote rispettivamente del 36% e del 15%. Con la Francia siamo invece "più vicini" nelle acque minerali.

Per il momento, ha aggiunto Forte, il quadro tracciato non è ancora minacciato dalla politica protezionistica di Trump. "Per ora, le misure adottate dagli Usa colpiscono poco, il 2% dell'export italiano" ma "la preoccupazione maggiore sta nel rischio di una escalation" perché "si sa sempre dove le guerre commerciali iniziano, ma non dove finiscono". E siccome l'Italia esporta "un po' di tutto, prima o poi [quelle misure] beccano qualcosa di tuo". Per Forte, il "rischio maggiore sta nel clima negativo, di sfiducia e di attesa che si viene a creare". La speranza "è che non si vada oltre, perché nessuno se lo può permettere".

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