Foto osé su Twitter, Weiner ammette: sono stato io

Il deputato ha messo fine alla vicenda e, probabilmente, anche alla sua carriera politica

Il castello di carte di Anthony Weiner è caduto. La debolissima autodifesa del deputato di New York, considerato il front runner per la poltrona di sindaco nel 2013, si è infranta su foto imbarazzanti e difficili da difendere. Il Weinergate, come è stato subito ribattezzato l’ennesimo scandalo a sfondo sessuale con protagonisti politici americani, si è concluso con un’ammissione: “quello delle foto sono io (poiché si vede la faccia era difficile negare) e le ho inviate io” a una studentessa di Seattle, tramite l’account su Twitter.

Ma il deputato non intende lasciare la poltrona: “non sono stato onesto con me stesso, la mia famiglia, gli elettori, gli amici e la stampa, non ho detto la verità, me ne scuso. Mi vergono profondamente, ma non mi dimetterò”. Motivo? Dice di non avere fatto nulla di illegale. Ha mandato foto esplicite (nelle ultime appare a torso nudo, con uno specchio alle spalle, in quella precedente si vedevano le parti intime) a sei donne diverse negli ultimi tre anni, ma le relazioni sono sempre rimaste virtuali: “non abbiamo avuto rapporti sessuali, non le ho mai incontrate”, ha detto durante una conferenza stampa indetta dopo che il blogger Andrew Breitbart ha pubblicato sul suo sito le ultime, inequivocabili, immagini.

Weiner ritiene dunque di dovere rispondere di questo pasticcio solo a sua moglie, Huma Abedin, sposata nel luglio 2010, ovvero quando già aveva iniziato le relazioni con le sue amiche online. “E’ stata una debolezza, ho mandato la foto e poi mi sono fatto prendere dal panico”, ha detto il deputato, che nei giorni successivi alla pubblicazione delle prime immagini aveva gridato al complotto, accusando presunti delatori politici di volerlo rovinare. Resta da capire perché abbia fatto una cosa del genere, pur sapendo di avere puntati addosso i riflettori della ribalta politica. E la questione sembra destinata a rimanere irrisolta: “sono stato stupido, se volete una spiegazione profonda per quello che ho fatto, non ce l’ho”.

Weiner e la moglie, Huma Abedin