Foxconn non trova lavoratori in Usa, potrebbe portarli dalla Cina

Il produttore di dispositivi elettronici fatica a trovare personale qualificato per la sua nuova fabbrica in Wisconsin, dove il tasso di disoccupazione è al 3 per cento

Foxconn vorrebbe portare negli Stati Uniti ingegneri e altri lavoratori cinesi, viste le difficoltà a trovare personale qualificato per il suo nuovo stabilimento in Wisconsin, negli Stati Uniti, dove la disoccupazione è ai minimi degli ultimi 49 anni. A riportarlo è il Wall Street Journal, a cui la società di Taiwan, il più grande produttore di dispositivi elettronici e fornitore di Apple, ha assicurato che i suoi piani di assunzione in Wisconsin non cambiano, anche perché è alle assunzioni di lavoratori statunitensi, ai loro salari e agli investimenti che sono legati gli aiuti economici garantiti dalle autorità statali e locali; il Wisconsin, infatti, ha promesso 3 miliardi di dollari in incentivi fiscali e di altro genere, mentre le autorità locali ne hanno promessi 764 milioni.

Foxconn, a sua volta, ha promesso di investire in Wisconsin 10 miliardi di dollari e di costruire uno stabilimento che darà lavoro a 13.000 persone; lo stabilimento, secondo i piani originari di Foxconn, dovrebbe essere operativo nel 2020. "È molto difficile trovare personale qualificato nel nostro mercato" ha confermato Loretta Olson di un'agenzia di collocamento di Racine, in Wisconsin, vicino a dove sorgerà la fabbrica. La disoccupazione negli Stati Uniti è al 3,7%, ai minimi da 49 anni, e in Wisconsin è addirittura scesa al 3%, a settembre.

Sullo stabilimento di Foxconn ha puntato molto il governatore Scott Walker, un repubblicano, impegnato in un difficile confronto alle elezioni di oggi con il democratico Tony Evers per ottenere altri quattro anni di mandato. Evers ha invece accusato il rivale di aver fatto un cattivo affare con Foxconn e si è detto preoccupato di possibili cambiamenti nei piani della società tech ai danni dei lavoratori statunitensi.

Altri Servizi

Wall Street, pesa la volatilità del petrolio

Attesa per il dato sull'inflazione
iStock

Elezioni Usa, vittoria democratica più netta a una settimana dal voto

Il conteggio va avanti ed è sempre più favorevole ai democratici. Il Congresso diviso, però, sarà un'arma in più per il presidente Trump
Ap

Non è stata un'onda blu, ma a una settimana dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (qui il pezzo sui risultati parziali; questo il commento, il giorno dopo), i contorni del risultato dei democratici si fanno più nitidi, mentre si continuano a contare i voti ed emergono i vincitori.

Amazon

Dopo le indiscrezioni, sono arrivate le conferme. Amazon ha scelto di dividere tra due città il suo secondo quartier generale. Dopo quello di Seattle (nello Stato di Washington) il colosso americano del commercio elettronico investirà 5 miliardi di dollari creando oltre 50mila posti di lavoro tra New York City (a Long Island City, la località del Queens separata da Manhattan dall'East River) e Arlington (Virginia).

Elezioni di Midterm, in Florida si ricontano i voti

Ancora in bilico le sfide per le nomine del governatore e al Senato

A oltre quattro giorni dalla chiusura dei seggi in Florida e dopo le accuse reciproche di frode tra democratici e repubblicani è stato ordinato un riconteggio dei voti. La decisione è stata presa dal segretario di stato della Florida, Ken Detzner, quando nel Sunshine State l’assegnazione della poltrona da senatore e la carica di governatore sono ancora in ballo con margini davvero ristretti tra i vari candidati.

California, sale a 25 il bilancio dei morti oltre 250mila persone evacuate

Quasi 7000 le abitazioni distrutte mentre i roghi continuano a minacciare l'area di Malibù

È salito a 25 il bilancio dei morti in California a causa degli incendi che da giorni stanno mettendo in ginocchio il "Golden State". Il tutto mentre le fiamme continuano a minacciare l’area intorno alla capitale dello stato, Sacramento. Come riporta Bbc, ai nove morti degli scori giorni si sono aggiunte altre 14 persone i cui corpi sono stati trovati a Paradise, cittadina nel nord dello Stato, mentre altre due persone sono state trovate senza vita nell’area di Malibù.

"Presidential Medal of Freedom", Trump nomina Elvis, Babe Ruth e Antonin Scalia

Si tratta della più alta onorificenza civile che un presidente Usa può assegnare. Assieme a loro anche altre quattro personalità

Il prossimo 16 novembre Donald Trump conferirà a sette persone la "Presidential Medal Freedom" la più alta onorificenza civile che un presidente degli Stati Uniti può assegnare a un cittadino americano. Tra le sette personalità che verranno insignite quest’anno ci sono quattro assegnazioni postume: il Re del Rock’n Roll Elvis Presley, il campione di baseball e icona dello sport americano, Babe Ruth, conosciuto come "The Great Bambino", il celebre giudice della Corte Suprema, Antonin Scalia, scomparso due anni fa, e Miriam Adelson, moglie del miliardario Sheldon, finanziatori del partito repubblicano.

Levi's vuole riportare i suoi jeans in borsa

Ipo attesa all'inizio del 2019. Il gruppo punta a una valutazione di 5 miliardi di dollari

Il produttore dei primi blue jeans sta per sbarcare in borsa. Levi Strauss & Co (Levi's) punta a raccogliere tra i 600 miliardi di dollari e gli 800 miliardi attraverso una Ipo che valuterebbe l'azienda fino a 5 miliardi di dollari. Lo riferisce Cnbc citando alcune fonti secondo cui la quotazione è prevista nel primo trimestre del 2019.

Afghanistan, anno record per bombe lanciate dagli Usa

Tra gennaio e settembre, lanciati 5.213 ordigni; superato il record di 5.101 del 2010. Con Tump, cambiate le regole d'ingaggio

Gli Stati Uniti non hanno mai lanciato così tante bombe sull'Afghanistan com nel 2018. È quanto emerge dai dati resi noti dallo U.S. Air Forces Central Command, ripresi da Forbes. Diciassette anni dopo la presa di Kabul da parte delle forze statunitensi e alleate, metà dell'Afghanistan è sotto il controllo dei talebani e la guerra è ancora lontana da una conclusione, con 14.000 soldati statunitensi ancora nel Paese.

Dopo Parigi Trump tornerà in Usa, improbabile che sia a conferenza su Libia

Il premier Conte, a fine luglio, aveva incassato dal presidente Usa il ricnoscimento della leadership dell'Italia nella stabilizzazione della nazione africana
AP

Il presidente americano, Donald Trump, sabato e domenica prossimi sarà a Parigi per partecipare alle celebrazioni del centesimo anniversario dell'armistizio che ha messo fine alla Prima guerra mondiale. Già domenica il leader Usa rientrerà negli Stati Uniti, proprio alla vigilia della conferenza internazionale sulla Libia di Palermo, a cui dunque non dovrebbe partecipare.