Fuga dalle banche, un punto per Occupy Wall Street

650.000 clienti lasciano le banche in favore del credito cooperativo
Alberto Riva /Alberto Riva

Oggi è il "Bank Transfer Day" proclamato dagli indignati di Occupy Wall Street, la giornata del nuovo appello agli americani a spostare i loro risparmidalle grandi banche nazionali odiate dal movimento alle piccole banche del credito cooperativo. La ragione è sempre quella, la volontà di punire i giganti della finanza salvati nel 2008 con il denaro dei contribuenti ma che, secondo gli indignados americani, continuano a ripagare il pubblico con licenziamenti di massa e tariffe imposte ai clienti.

In realtà una fuga dalle banche commerciali nazionali è già cominciata da settimane. Non è certo un panico stile 1929 con il ritiro di massa dei depositi, ma i numeri dipingono un panorama cui fare attenzione. Secondo dati diffusi in settimana dalla Credit Union National Association, 650.000 americani hanno aperto un conto corrente presso una banca cooperativa dal 29 settembre a oggi. Per capire la portata del fenomeno basta pensare che in tutto il 2010 i nuovi clienti del credito cooperativo erano stati 600.000.

La data del 29 settembre è significativa perché quel giorno Bank of America aveva annunciato che avrebbe imposto una tariffa mensile di 5 dollari sulle carte di debito, carte che ormai tutti i clienti hanno. La misura ha suscitato l'immediata reazione dei consumatori ed è stata passata da gran parte dei media come una dimostrazione del fatto che gli indignati, che trattano le banche da vampiri, avevano ragione almeno su una cosa.

E allora Bank of America ha deciso dopo una decina di giorni di tempesta di cambiare idea, e il 1 novembre ha annunciato il ritiro dell'impopolare balzello. Ma ormai il danno d'immagine era fatto. Del resto due dei concorrenti principali, Wells Fargo e JPMorgan Chase, avevano già deciso di cancellare la tariffa sulle debit cards: il clima non è positivo per questo genere di mosse.

Le credit unions, banche generalmente piccole e su base regionale se non cittadina, annunciano così che stanno assumendo personale e allungando le ore di apertura in previsione di un aumento ulteriore dei clienti (l'80 per cento dei 5.000 istituti membri dell'associazione di settore afferma di aver visto il numero di membri crescere da fine settembre a questa settimana).

Secondo un analista di settore – Dennis Moroney, direttore della ricerca sulle carte bancarie della società di consulenza Tower Group – le grandi banche non smetteranno comunque di provare a raccogliere denaro aggiuntivo: "Penso che vedremo più tariffe nascoste", ha detto. Per esempio, invece di far pagare quei 5 dollari al mese per usare una carta sostanzialmente equivalente al Bancomat italiano, le banche commerciali potrebbero decidere di far pagare uno o due dollari al mese a chi vuole gli estratti conto cartacei invece che sul web.

Ma intanto, dopo un mese e mezzo di occupazione, gli indignati possono segnare un punto a loro favore: e non solo nell'arena più o meno virtuale delle relazioni pubbliche, ma in quella più pesante della realtà, dove i soldi persi dalle grandi di Wall Street sono veri. E qui si tratta di miliardi.

Alberto Riva /Alberto Riva
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