Rice-repubblicani, fumata nera su Bengasi

McCain: "Contrari alla nomina a segretario di Stato, doveva conoscere i fatti"

Non sembra essere servito l’incontro tra l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Susan Rice, e tre senatori repubblicani per allontanare dubbi e critiche sulla gestione dell’attentato di Bengasi. Al contrario, i parlamentari del Gop hanno dichiarato che le loro preoccupazioni sono addirittura aumentate, a proposito della fuorviante dichiarazione fatta da Rice dopo l’attacco, in cui lo scorso 11 settembre sono morti, al consolato americano della città libica, quattro americani, tra cui l’ambasciatore Christopher Stevens. Lo riporta Usa Today.

L’incontro di Rice con John McCain, Lindsay Graham e Kelly Ayotte a Capitol Hill doveva servire a mettere fine alla guerra che da due mesi i repubblicani conducono contro l’ambasciatrice, colpevole di aver dichiarato in televisione che l’attacco era nato da una protesta “spontanea” contro il film anti-islamico ‘Innocence of Muslims’, negando quindi la tesi dell’attacco terroristico. Rice è il maggiore candidato alla successione di Hillary Clinton a capo del dipartimento di Stato: nomina cui McCain e altri repubblicani si opporrebbero, perché l’ambasciatrice avrebbe dovuto essere a conoscenza dei fatti. "Siamo significativamente preoccupati per molte risposte che abbiamo ricevuto, e per quelle che non ci sono state date" ha dichiarato ai giornalisti un combattivo McCain, il più duro con Rice dallo scoppio del caso.

Rice si è difesa dichiarando che non c'era la volontà di mentire ai cittadini. “Nessuno di noi - si legge su Politico - aveva intenzione di ingannare gli americani e l’amministrazione ha messo al corrente il Congresso e i cittadini ogni volta che le nostre valutazioni sono cambiate” ha dichiarato l’ambasciatrice statunitense all’Onu.

Barack Obama ha più volte difeso Rice,  affermando che le sue dichiarazioni si erano basate sulle notizie ricevute dall’intelligence, sfidando i repubblicani a prendersela con lui. La fiducia del presidente nell’ambasciatrice è stata ribadita ieri dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, che ha dichiarato: “Ha fatto un lavoro eccellente alle Nazioni Unite ed è altamente qualificata per un gran numero di posizioni”, aggiungendo che sarebbe sicuramente un’ottima candidata per sostituire Clinton come segretario di Stato.

Secondo l’allora direttore della Cia, David Petraeus, il coinvolgimento di al Qaida nell’attacco era chiaro sin dall'inizio all’agenzia di spionaggio. Ma il rapporto presentato dalla Central Intelligence Agency – ha raccontato alle commissioni del Congresso - fu edulcorato dall’ufficio del direttore della National Intelligence (Dni), prima di essere consegnato alla Casa Bianca.