Fumettisti italiani in cerca di opportunità in Usa

Qualcuno di loro ha già siglato accordi con Marvel. Puntando sul sistema meritocratico americano, si presentano con un portafoglio di lavori variegati sapendo che velocità e affidabilità sono essenziali.

C'è un gruppo di giovani italiani che sogna di portare le proprie rocambolesche storie di super eroi negli Stati Uniti. Insieme hanno deciso di tentare la sorte nel mercato americano del fumetto proponendo le proprie idee sotto il marchio Manfont, piccola ma attiva realtà editoriale che raccoglie artisti da Torino, Asti, Roma e Padova. Ci hanno provato partecipando all'ultimo New York Comic Con. Perché con 850 editori presenti, la fiera newyorchese del fumetto giunta alla sua decima edizione non garantisce solo puro intrattenimento ma anche la possibilità di creare contatti professionali. Barbara Nosenzo, Luca Baino, Manuela Mariuzzo e Andrea Broccardo ci raccontano le loro aspirazioni.

"Gli editori - spiega Broccardo – accolgono di solito gli esordienti visionando i loro lavori direttamente in fiera per poi selezionarli ed invitarli a un colloquio il giorno successivo: il contatto faccia a faccia è molto più facile e diretto. Se tutto è ok, il contatto è stabilito e in poco tempo può cominciare la collaborazione". Broccardo - che proprio grazie alla partecipazione di Comic Con del 2015, ha cominciato a lavorare per la Marvel Comics - dice che "per farsi assumere da un grande editore ci vuole un portfolio in cui ci devono essere i migliori lavori che un aspirante fumettista ha fatto; quei lavori devono essere variegati, in sequenze di azione, di dialogo e descrittive di ambienti e personaggi". Stando alla sua esperienza, i colissi del fumetto Usa valutano anche "velocità e affidabilità. Bisogna essere recettivi alle critiche e alle osservazioni e costruttivi nel miglioramento".

Tra i progetti presentati dai ragazzi di Manfont c'è stato l'albo BooMouse, ideato da Manfredi Toraldo, sceneggiato da Baino e colorato da Simone Di Meo con la copertina dell’albo curata da Sara Pichelli, che a sua volta ha già lavorato in passato con Marvel. Un lavoro con cui sperano di conquistare il pubblico d’Oltreoceano.

"Questo comic - spiega Baino, sceneggiatore ed editor di Manfont - ci sembrava perfetto da proporre agli editori americani perché rispecchia molto i loro standard: fantascienza in chiave scherzosa con viaggi nel tempo, esplosioni, alieni di ogni forma e dimensione ed un personaggio principale giocoso con caratteristiche fisiche simili ad un pupazzo che possa essere fruibile come gadget. Sul fronte artistico noi italiani siamo davvero apprezzati, siamo reputati pensatori 'out of the box': questo è il nostro valore aggiunto e c'è anche da dire che quello in Usa è un mercato meritocratico, cosa rara in Italia".

Dal canto suo Nosenzo osserva che "è passato il tempo in cui lo stile americano era solo quello dei comics supereroistici, e le sempre più frequenti fusioni con generi europei e orientali hanno aperto le frontiere anche agli autori che hanno stili differenti, cosa che in Italia succede raramente".

E occorre, insieme a impegno, talento ed elasticità anche una buona dose di convinzione nelle proprie capacità: "Le motivazioni per cui mi presento come colorista alle aziende americane si basano sul fatto che sono innanzitutto una professionista, conosco le tempistiche di questo mercato e non prendo impegni che non sono in grado di mantenere”, continua Nosenzo aggiungendo: “L'esperienza di oltre dieci anni di autoproduzioni mi ha insegnato cosa vuol dire fare fumetti, e mi ha portato a capire quanto sia importante la puntualità, oltre che la bravura. Bisogna essere affidabili e precisi e personalmente ritengo di avere tutte queste doti”.

Project manager del progetto è Manuela Mariuzzo, astigiana, anche Art Director di Manfont oltre che grafica e letterista: "In Italia la mia tipologia di lavoro è meno richiesta rispetto agli Stati Uniti ed è anche per questo che sono venuta a New York. Per quel poco che sono stata qui mi è sembrato che puntassero davvero molto sulla comunicazione visiva. Sono motivata e alla ricerca di ispirazioni, in più so di avere molto da apprendere. Queste componenti sono fondamentali in un mondo come quello della grafica e del fumetto in costante mutazione".

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