Mercati

Futuro economia? Grande incertezza tra gli analisti

Per alcuni, ci sarà forte crescita. Altri meno ottimisti


Tommaso Carboni

America24, 08 marzo 2010, 20:41

Che cosa succederà all’economia americana e ai mercati finanziari? Mai come in questo momento gli analisti di Wall Street sono stati più incerti. La recessione è finita, questa è l’unica cosa sicura: ma per il futuro i segnali sono ambigui. Alcune previsioni dicono che gli Stati Uniti stanno per cavalcare un periodo di crescita sostenuta e robusta, come spesso succede dopo le recessioni. Ma altre stime sono più pessimiste: ci troviamo agli albori di una nuova contrazione. Incertezza anche sul fronte dei prezzi: l’inflazione ci sarà, come negli anni ’70. Per altri invece i prezzi cadranno con effetti catastrofici, tipo il Giappone durante gli anni 90.

Anche il mercato azionario è visto in bilico. Il 2009 è stato l’anno della grande rimonta dopo il crollo del 2008: il Dow Jones ha guadagnato il 61%, lo S&P 500 il 68%, il Nasdaq ancora di più, l’81 per cento. Guadagni realizzati scommettendo sul ritorno ai profitti della Corporate America. La nuova decade però è cominciata in modo molto più cauto.

L’ascesa degli indici si è praticamente interrotta. Ora gli analisti vogliono segnali concreti, miglioramenti dell’economia reale. In parte, ci sono stati: il Pil del quarto trimestre del 2009 è crescita del 5,9%, il tasso maggiore degli ultimi sei anni. La crescita tuttavia è stata alimentata in gran parte dal programma di stimoli di Barack Obama.

La performance del Pil nei primi tre mesi del 2010 è prevista molto più debole. E le attese per il resto dell’anno non sono migliori. Altro elemento di incertezza: l’indice della fiducia dei consumatori, crollato a sorpresa a febbraio. Ma in direzione del tutto opposta, i rivenditori al dettaglio, giovedi scorso, hanno registrato l’aumento di vendite più sostenuto degli ultimi due anni. Doccia fredda, un dato particolarmente negativo dal mercato immobiliare, le vendite di case nuove crollate a febbraio al livello più basso degli ultimi 5 anni.

Allora cosa dicono gli analisti? James Paulsen, responsabile degli investimenti di Wells Capital Management, è ottimista. Il mercato azionario si prepara ad un nuovo rally. Il manager ricava la sua stima osservando i dati sull’occupazione americana, dagli anni ’50 a oggi. Storicamente, a periodi di alti tassi di disoccupazione - superiore al 6,6% - sono seguiti forti aumenti dei listini di Wall Street, con guadagni di oltre il 20 per cento.

Ma altri non condividono l’ottimismo di Paulsen. Tra questi, c’è Seth Glickenhaus, veterano di Wall Street, gestore di un fondo da 1 miliardi di dollari. La ragione del suo pessimismo? Proprio la disoccupazione, molto più alta dei dati ufficiali. Secondo Glickenhaus, l’indice di venerdì scorso, al 9,7%, non tiene conto di tutte le persone disoccupate che però hanno smesso di cercare lavoro. Tenendo conto anche di questi individui, il tasso salirebbe al 16,8 per cento. Troppo per sperare in una ripresa solida dell'economia.

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