Gaffe di Trump: nessuna nave da guerra minaccia la Corea del Nord

Invece di navigare verso la penisola coreana come detto dal presidente, la portaerei Carl Vilson era diretta verso l'Oceano indiano per un'esercitazione con la Marina australiana. Una immagine lo dimostra

La notizia era cominciata a circolare, forse sulla base di un fraintendimento dentro l'amministrazione Usa, prendendo le vesti dell'ufficialità e della minaccia. E nessuno dalla Casa Bianca in questi giorni si è preoccupato di rettificarla, spiegando quale tipo di operazioni vedesse realmente impegnate la portarerei Carl Vinson e altre quattro navi da guerra americane che la scorsa settimana si credeva fossero dirette verso la Corea del Nord. Ora si scopre infatti che la flotta era salpata nella direzione opposta da quella annunciata da Washington: verso l'Oceano indiano, dove doveva partecipare a un'esercitazione congiunta con la Marina australiana, a ben 3.500 miglia dalla penisola coreana. Solo adesso le navi si stanno muovendo verso le acque della Corea del Nord, dove potrebbero arrivare non prima della prossima settimana, secondo il Pentagono.

Dopo le prime indiscrezioni emerse il 17 aprile, sollevate da Defense News, è stato il New York Times a eliminare ogni dubbio, facendo affidamento su una fotografia pubblicata dalla stessa Marina statunitense che mostra la portaerei Vilson in navigazione attraverso lo Stretto della Sonda, che separa le isole indonesiane di Giava e Sumatra tra il Mar di Giava e l'Oceano Indiano. Lo scatto è stato realizzato sabato 15 aprile, quattro giorni dopo che il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, aveva annunciato la missione nel mar del Giappone. Peccato che lì la flotta ancora non sia arrivata.

"Stiamo inviando una 'Armada' molto potente, verso la Corea del Nord", aveva detto il presidente statunitense, Donald Trump, durante un'intervista a Fox Business. E la mossa così annunciata aveva immediatamente preso i contorni di un chiaro segnale rivolto a Pyongyang in risposta ai test missilistici che si ci aspettava il regime avrebbe fatto scattare in occasione del 105esimo anniversario, il 15 aprile, della nascita del fondatore della Stato Kim Il-sung, nonno dell'attuale leader Kim Jong-un (un test c'è stato ma è fallito).

Dalla Casa Bianca hanno spiegato che la notizia della partenza delle navi da guerra verso la Corea del Nord era stata data facendo riferimento a indicazioni del dipartimento della Difesa. Il tutto sarebbe montato a partire da un errore iniziale sulla descrizione della tempistica dell'operazione, dovuto a un annuncio prematuro da parte del Pacific Command dell'esercito americano, che ha poi determinato una spiegazione sbagliata da parte del segretario alla Difesa Jim Mattis.

L'arrivo della flotta verso la Corea del Nord sembrava imminente l'11 aprile, al punto che da quel momento era cominicia a circolare la voce che il presidente Trump stesse prendendo in considerazione l'ipotesi di un attacco preventivo contro Pyongyang (poi smentito). La Casa Bianca non ha voluto fornire spiegazioni della vicenda, rinviando tutte le domande al Pentagono. Fonti interne all'amministarzione hanno espresso al New York Times la loro perplessità e lo stupore per il fatto che il Pentagono non abbia definito in maniera chiara la tempistica, alla luce dell'alto livello di tensione nella Regione e delle dichiarazioni pubbliche di Spicer e del consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster.

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