La serrata, le partite annullate, la rabbia dei tifosi: capitolo chiuso. Il campionato Nba è iniziato. Ed è iniziato alla grande: cinque partite una di fila all'altra, oltre 12 ore di fila, con una maratona che ai "profani" può forse sembrare un'esagerazione, ma che per i tifosi, rimasti a digiuno per molte settimane, è un risarcimento per la lunga attesa. E per Natale nessun regalo avrebbe potuto essere più gradito dell'inizio della stagione, che sarà giocoforza più breve del solito (solo 66 partite).
E il calendario di Natale è stato di tutto rispetto: i primi a scendere sul parquet sono stati i Boston Celtics, in visita al Madison Square Garden contro i New York Knicks per quello che è considerato un derby classico (alle 12, le 18 in Italia), poi è stata la volta dai Dallas Mavericks contro i Miami Heat, partita che ha il sapore della rivincita visto che le due squadre si erano trovate di fronte nella finale dell'anno scorso (alle 14.30, le 20.30 in Italia). A Los Angeles i Lakers hanno ricevuto i Chicago Bulls (alle 17, le 23 in Italia), seguiti da Orlando Magic contro Oklahoma Thunder (alle 20, le 2 di notte in Italia) e Clippers a Oakland contro i Golden State Warriors (22.30, le 4.30 in Italia).
E la stagione è iniziata con le scintille. Carmelo Anthony, con 37 punti al suo attivo (compresi due tiri liberi mentre le squadre erano sul pari e mancavano 16 secondi alla fine), ha trascinato alla prima vittoria i Knicks, in una partita tiratissima e segnata da continui rovesciamenti di fronte. Alla fine New York ha avuto la meglio sui Celtics, chiudendo con il risultato di 106 a 104. Amar'e Stoudemire, 21 punti, e Toney Douglas, 19 punti, hanno fatto la loro parte per la vittoria. A Boston non sono dunque bastati i 31 punti e 13 assist di Rajon Rondo, con i Celtics penalizzati dall'assenza dell'infortunato Paul Pierce.
Miami si è invece presa la rivincita dopo la bruciante sconfitta in finale nel campionato scorso, prima della serrata. A giugno quella che era considerata la Cenerentola del basket era riuscita a strappare, 4 a 2, vittoria e titolo agli Heat aggiudicandosi il primo titolo della propria storia. Ma nel primo scontro dell'anno, LeBron James (mattatore della partita con 37 segnati e almeno sei assist) e compagni non sono stati disposti a concedere il bis: dopo avere condotto i giochi per tutti e quattro i quarti, hanno chiuso con un sonoro 105 a 94. Perfetta l'intesa di LeBron James e Dwyane Wade, che sono riusciti a vanificare il debole tentativo di riscossa degli avversari nel finale. Per i Mavericks è andato tutto storto: Lamar Odom, al suo debutto con Dallas, è stato espulso per contestazioni.
Lakers e Bulls invece se la sono giocata fino all'ultimo secondo, con Chicago che ha avuto la meglio per un solo punto (88 a 87): a nulla sono valsi i 28 punti di Kobe Bryant, che però si è fatto bloccare il tiro decisivo. Per i Lakers, che hanno perso tutte le partite giocate a Natale da quando Bryant è arrivato, è stata una sconfitta meno bruciante del 96 a 80 inflitto dai Miami Heat l'anno scorso, ma sempre un pessimo modo per iniziare la stagione. Gli Oklahoma Thunder hanno invece avuto vita abbastanza facile contro i Magic, vincendo per 97 a 89. Gli ultimi a scendere in campo, chiudendo la lunga maratona di Natale, sono stati Clippers e Golden State Warriors, con i primi che hanno staccato gli avversari di quasi 20 punti chiudendo 105 a 86.














