Gary Cohn, ex consigliere di Trump, entra in start-up dedicata a blockchain

L'ex presidente di Goldman Sachs contrario ai dazi del presidente Usa diventa advisor di Spring Labs
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Da Goldman Sachs alla Casa Bianca per arrivare a una start-up nata nel 2007 e dedicata alla blockchain, la tecnologia sottostante a Bitcoin. E' questo l'iter professionale di Gary Cohn, che all'inizio del 2017 lasciò la presidenza della banca di Wall Street per diventare consigliere economico di Donald Trump, ruolo abbandonato lo scorso marzo per via della sua contrarietà ai dazi su acciaio e alluminio voluti dal 45esimo Commander in chief.

Il 58enne ha deciso di unirsi a Spring Labs, che sta sviluppando modi con cui usare blockchain per permettere a banche e fornitori di dati di scambiare denaro e informazioni in modo più efficiente lanciando una sfida a gruppi come Equifax e Experian.

Cohn entra nella start-up con uffici a Los Angeles (California) e Chicago (Illinois) come advisor, andando a unirsi in questo ruolo a Sheila Bair, ex presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (l'agenzia Usa che assicura i depositi bancari); Nigel Morris, co-fondatore ed ex presidente di Capital One; Brian Brooks, il responsabile legale dell'exchange di criptovalute Coinbase, uno dei più grandi al mondo.

In una intervista al Financial Times, Cohn ha spiegato che il progetto di Spring Labs è "un'opportunità unica". Dicendo di non volere promuovere valute digitali singole, l'ex banchiere ha aggiunto che blockchain è una "invenzione enorme" che può aiutare nel superare le inefficienze nel mercato delle valute.

L'ex alleato di Trump ha svelato di avere una quota non precisata in Spring Labs ma non è chiaro se l'abbia ricevuta come parte del reclutamento dell'azienda o attraverso un investimento. Stando a Crunchbase, la start-up vanta quasi 15 milioni di dollari di investimenti in cambio di partecipazioni.

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