Ge: 12mila esuberi nella divisione Power

Obiettivo: tagliare i costi di un miliardo di dollari nel 2018

La divisione di General Electric dedicata alle attività energetiche intende tagliare 12.000 posti di lavoro, di cui 1.100 nel Regno Unito, con l'intento di ridurre i costi di un miliardo di dollari nel 2018. La decisione della conglomerata americana, che secondo gli analisti era da tempo necessaria, colpirà professionisti e addetti alla produzione. Il numero di esuberi corrisponde al 20% circa della forza lavoro della divisione che produce turbine per impianti energetici a carbone e a gas.

Russell Stokes, a capo di GE Power, ha spiegato che "la decisione è dolorosa ma necessaria per rispondere al cambiamento del mercato energetico, che sta determinando volumi significativamente più bassi nei prodotti e nei servizi". Il top manager si aspetta che le sfide di mercato continuino ma il piano adottato dovrebbe "posizionarci per il 2019 e oltre".

L'ultimo annuncio da parte di GE culmina un anno disastroso in cui il titolo dell'azienda ha perso il 44%. Il Ceo John Flannery, arrivato ad agosto, ha presentato a metà novembre un nuovo piano di rilancio che ha deluso il mercato per via anche di un taglio dei dividendi del 50% e di una riduzione degli obiettivi sui profitti.

GE Power - la divisione più grande in termini di ricavi e numero di dipendenti - da tempo sta soffrendo. L'ex Ceo Jeff Immelt ha tentato di farla crescere attraverso fusioni e acquisizioni, incluso l'acquisto degli asset energetici della francese Alstom nel 2015. Eppure la divisione non ha saputo cogliere con la giusta prontezza l'ascesa delle rinnovabili. E' quello che è successo anche alla sua più grande rivale, Siemens, che il mese scorso ha annunciato 6.900 esuberi per combattere una domanda debole.

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