Gentiloni: "rapporti storici" con gli Usa. A Trump: può essere l'anno della sconfitta di Daesh

Mediterraneo? Mitigare crisi migranti. Libia? No alla divisione in due. Siria? Cosa buona il raid americano ma no a soluzione militare. Russia? Coinvolgerla senza mostrare debolezza. Brexit? Negoziati difficili. Elezioni Ue? Preoccupazione ma ottimismo

Paolo Gentiloni si presenta alla Casa Bianca di Donald Trump forte di "rapporti storici" che oggi "fanno parte anche dei nostri interessi". Parole, queste, che ricalcano quelle pronunciate da un alto funzionario del dipartimento di Stato in vista del G7 dei ministri degli Esteri che si è svolto a Lucca il 10 e 11 aprile scorsi: "L'Italia è uno dei partner internazionali di maggior valore degli Stati Uniti e uno dei nostri più stretti amici". Se la stessa fonte ci aveva detto che la relazione tra Usa e Italia "si basa su una storia e su interessi condivisi riguardanti una vasta gamma di questioni globali", Gentiloni ha citato esplicitamente quelle questioni a poche ore dal suo arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump a cui dirà di "tenere l'Africa in testa all'agenda". E con una punta di ottimismo che "questo può essere l'anno della sconfitta di Daesh nel controllo del territorio". Quindi avanti con la campagna militare della coalizione guidata dagli Usa contro il terrorismo in Siria e Iraq.

Per Gentiloni, tessere le relazioni con gli Usa "non sta solo nel confermare quello che è un ancoraggio storico della nostra politica estera. Si tratta di coltivare i nostri interessi nazionali con gli Usa investendo in questo rapporto quelli che sono i nostri principi e i nostri valori ai quali teniamo molto e che sosteniamo a testa alta".

E' al Center for Strategic and International Studies, un think tank a pochi passi dalla residenza del presidente Usa, che Gentiloni ha parlato dei temi più caldi: la Libia (la cui stabilizzazione è fondamentale per l'Italia), la Siria (dove serve una soluzione politica, non militare), la Russia (che va coinvolta ma a cui non bisogna "mostrare debolezza") e il Mediterraneo, dove un asset transatlatico è visto come cruciale per "mitigare la crisi dei migranti", che rappresenta una "situazione drammatica" con 500.000 persone salvate negli ultimi tre anni. Quanto alla Brexit, i negoziati "saranno difficili" ma sarà necessaria unità per trovare una soluzione. E se le elezioni previste nel Vecchio Continente preoccupano, a cominciare dalla Francia, lui si è detto ottimista.

Libia: sì alla stabilizzazione, no alla divisione in due
Come aveva già ribadito mentre era in volo da Roma alla capitale Usa, Gentiloni ha insistito su una leadership italiana e Usa "per fare passi ulteriori nello stabilizzare la Libia, che vuol dire anche far fronte a fenomeni migratori, contrastare trafficanti di esseri umani e combattere il terrorismo".

"Non credo che la divisione della Libia, una più vicina all'Egitto e l'altra più islamica, sia una buona idea", ha detto Gentiloni parlando al CSIS. Secondo lui una divisione "potrebbe alimentare la distabilizzazione e un ulteriore intervento estero. Le conseguenze sarebbe dannose per l'Egitto, la Tunisia e l'Europa".

Siria: raid Usa "cosa giusta" ma no soluzione militare
Il raid missilistico deciso il 7 aprile scorso dal presidente americano Donald Trump contro una base aerea siriana in risposta all'attacco chimico di tre giorni prima che Washington crede sia stata opera del presidente siriano Bashar al-Assad, è stata la "cosa giusta da fare" secondo Gentiloni, convinto che in Siria non c'è spazio per una soluzione militare ma politica a una "violenza orrenda" giunta al settimo anno. Il presidente del Consiglio dei ministri ha detto che quella di Trump è stata una "risposta motivata dall'uso di armi chimiche" che ha lanciato un "messaggio chiaro ad Assad".

Gentiloni ha aggiunto: "Credo fosse la cosa giusta da fare ma questo non significa che possiamo immaginare una soluzione militare alla crisi siriana". Per il presidente del Consiglio, "l'Italia ha sempre detto che l'idea di evitare qualsiasi negoziato prima di un cambio di regime era irrealistico". E cos" è. "Ora è il momento di negoziati veri" anche perché "Assad non è l'uno attore, deve negoziare anche con l'opposizione". Serve inoltre "un ruolo costruttivo della Russia" perché "non c'è alternativa: c'è una soluzione militare a Raqqa, non a Damasco"

Russia: coinvolgerla ma non mostrare debolezza
"Non dobbiamo mostrate debolezza, sarebbe un errore, ma se siamo uniti dobbiamo coinvolgere la Russia" per risolvere le crisi in corso non solo in Siria ma anche in Ucraina. Lo ha detto Gentiloni parlando al Center for Strategic and International Studies.

Gentiloni ha ribadito che "l'idea di isolare la Russia non è una cosa accurata dal punto di vista storico, psicologico. Quando attaccata, la Russia reagisce con un incredibile orgoglio ed energia; quando coinvolgi la Russia, essa mostra le proprie debolezze. Dovremmo studiare quello che è successo negli anni '80". Secondo Gentiloni "abbiamo fatto bene a reagire all'Ucraina, sapendo che per noi è stata una scelta difficile visto che, con la Germania, siamo stati la nazione più colpita dalle conseguenze dell'imposizione di sanzioni" contro Mosca per l'annessione, nel marzo 2014, della penisola di Crimea che teoricamente fa parte del territorio sovrano controllato da Kiev.

Brexit: negoziati difficili, serve unità
Secondo il presidente del consiglio, negoziati per definire la relazione futura tra Ue e Regno Unito in seguito alla Brexit saranno "difficili". Gentiloni ha sottolineato come la Ue abbia "bisogno di unità, perché averla implica avere una posizione forte per trattare". Secondo Gentiloni, l'unità della Ue "è nell'interesse anche della nazione d'Oltremanica" perché altrimenti non si trova una soluzione. Parlando da Washington ore prima dell'incontro con Trump, il leader italiano ha detto che "siamo in favore di un approccio giusto, non abbiamo bisogno della vendetta se un Paese lascia l'Ue".

Elezioni Ue: preoccupazione ma ottimismo
"Sono preoccupato, come tutti dovrebbero essere, ma sono ottimista" sulla tenuta dell'Europa e dell'Unione europea in vista di elezioni che saranno "cruciali". In vista del primo round delle elezioni presidenziali francesi di domenica prossima e di quelle, a settembre, della Germania, Gentiloni ha fatto notare che "nell'ultimo paio di anni abbiamo avuto una tempesta perfetta: la Brexit, la crisi della migrazione, le conseguenze della crisi economica in vari Paesi.

Parlando dal think tank, il presidente del consiglio ha aggiunto: "Tengo alta l'attenzione di quanto succede: le prossime elezioni saranno cruciali. L'America può giocare un ruolo: mai dimenticarsi si cosa sia l'Ue, una storia straordinaria di successo". Gentiloni si dice ottimista perché "nella nostra esperienza passata, l'Europa ha sempre reagito alle difficoltà con una reazione positiva. Non sono pessimista".

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