La televisione non è più il passatempo preferito dei giovani americani, che preferiscono utilizzare nelle ore libere computer, smartphone e tablet. Il fenomeno, destinato a replicarsi presto anche nel resto del mondo, ha forti ripercussioni per l’industria della pubblicità: perdono valore gli spot televisivi, mentre sono sempre più preziosi quelli su internet.
La televisione, considerando tutte le fasce di età, resta lo svago più diffuso tra gli americani con una media di quattro ore e 39 minuti al giorno. Il discorso è diverso per i giovani tra 12 e 34 anni, che utilizzano sempre di più computer e dispositivi mobili non solo per collegarsi a YouTube e social network, ma anche per vedere serie televisive e film senza dipendere dal palinsesto televisivo. I ragazzi tra 25 e 34 anni, per esempio, dal 2010 al 2011 hanno ridotto di 9 minuti il tempo speso ogni giorno davanti al teleschermo. Controcorrente gli anziani oltre i 65 anni che, secondo le ricerche della società specializzata Nielsen, passano sempre più tempo incollati alla televisione. Ma questa, come spiega il il New York Times, è probabilmente una conseguenza della crisi economica, che ha costretto molti americani a rinunciare ad altre attività più dispendiose.
Le conseguenze per l’industria dei media sono enormi. Mentre un tempo gli spazi pubblicitari in televisione fruttavano miliardi di dollari, adesso stanno acquistando sempre più valore quelli su internet. “Non bisogna farsi prendere dal panico”, ha avvertito Gary Carr, vicepresidente dell’azienda mediatica TargetCast TMC, “ma bisogna affrontare il problema e monitorarlo”.
Una dimostrazione del fenomeno è stato il Super Bowl del weekend scorso, trasmesso sia in streaming online sia in televisione. 111 milioni di americani hanno preferito la televisione, mentre 2,1 milioni hanno scelto internet. Un risultato sorprendente, nonostante il divario rimanga alto, in quanto è stato l’evento sportivo più seguito di sempre sulla rete.














