Giro di vite in vista sull'immigrazione illegale, Trump studia norme più severe

Al vaglio la possibilità di introdurre leggi ancora più restrittive che darebbero al dipartimento per la Sicurezza nazionale maggiori poteri per accelerare il processo di espulsione.

Nuovo giro di vite in vista negli Stati Uniti sull'immigrazione illegale. L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di introdurre leggi ancora più restrittive che darebbero al dipartimento per la Sicurezza nazionale maggiori poteri per accelerare il processo di espulsione di alcuni immigrati senza regolare permesso di soggiorno.

Dal 2004 l'agenzia è autorizzata a bypassare il tribunale competente solo nel caso in cui l'immigrato irregolare si trova negli Stati Uniti da meno di due settimane ed è stato fermato a meno di 100 miglia dal confine.

Secondo indiscrezioni del Washington Post, che ha ottenuto il documento di 13 pagine a uso interno dell'agenzia, la proposta al vaglio del Governo darebbe al dipartimento potere di chiedere un processo accelerato di espulsione per immigrati illeagali fermati in qualunque parte del territorio nazionale e non in grado di dimostrare di avere trascorso nel Paese più di 90 giorni consecutivi.

Il testo, che non dovrebbe essere approvato dal Congresso, è attualmente stato sottoposto all'Office of Management and Budget, che dovrà dare un parere. Per il momento, la posizione ufficiale del dipartimento per la Sicurezza nazionale è che la situazione è molto fluida e non è detto che questo o altri provvedimenti vedranno la luce.

"I cambiamenti potenziali consentirebbero al dipartimento di usare in modo più efficiente le proprie risorse ed espellere persone che si trovano in modo irregolare negli Stati Uniti e che sono stati nel Paese per un periodo relativamente breve", ha detto Joanne Talbot, portavoce del dipartimento.

Le organizzazioni per la tutela dei diritti degli immigrati non hanno gradito l'idea, sostenendo che un'espulsione accelerata impedirebbe a un numero maggiore di immigrati di portare avanti il processo per chiedere asilo o altre forme legali di tutela per potere rimanere nel Paese. "E' un'inversione di tendenza radicale dall'attuale politica e consuetudine ed è un passo gigante verso le politiche di Trump sulle espulsioni", ha detto Marielena Hincapié, direttore esecutivo del National Immigration Law Center.

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