Giuliano Amato da NY: i principi dell'Europa, un freno contro i populisti

Il due volte premier lancia un messaggio ottimista. Premiato dal Gei, il giudice della Corte Costituzionale osserva "decadimento progressivo della qualità dei politici"
A24

Da New York, Giuliano Amato ha lanciato un messaggio incoraggiante agli italiani, in patria e non, preoccupati dalla deriva populista in Italia e in Europa. "Siate fiduciosi che il futuro sarà migliore di quello che si possa pensare ora".

Durante un evento organizzato in suo onore dal Gruppo esponenti italiani (Gei) presieduto da Lucio Caputo, Amato ha voluto sottolineare che "la rivolta contro l'establishment è un fenomeno che riguarda tutto il mondo, non solo l'Italia". Anche l'America di un Donald Trump "che ha cambiato le regole del gioco con Twitter, dando del giovane grasso al leader nordcoreano un giorno, e scrivendo l'opposto in quello successivo". Se l'essere "nasty" tra le fazioni politiche interne a una nazione ha sempre fatto parte del gioco, ha continuato Amato nel suo discorso, essere "cattivi" verso l'esterno, mettendo magari a rischio le relazioni diplomatiche, è una cosa nuova.

Senza fare nomi, Amato ha aggiunto che anche il governo italiano attuale si lamenta con l'Europa in tema di migrazione. "Ma per chiedere cosa? Più Europa" per aiutare ad affrontare un problema che riguarda non solo l'Italia. "Tutti, anche i populisti, sono convinti che serva più Europa". E' proprio nell'Europa e "nei principi chiave che la tengono insieme" che il due volte presidente del Consiglio intravede gli elementi necessari per garantire equilibrio. Perché quei principi "sono ancora validi ed efficaci". Lo dimostra, secondo lui, il negoziato tra il governo di Giuseppe Conte e la Ue sulla Manovra. La revisione al ribasso da parte di Roma del target sul deficit/Pil è prova che "l'autorità Ue ancora esiste", ha aggiunto il giudice della Corte Costituzionale.

Spiegando gli effetti positivi e negativi della globalizzazione nelle economie sviluppate, Amato ha parlato di una "rivolta dei perdenti, coloro che stanno perdendo per via della globalizzazione e che sfidano l'establishment tradizionale sostenendo di non essere stati protetti". Secondo Amato, "i populisti fanno finta di rappresentare i bisogni della popolazione. In questo sta la differenza con la politica tradizionale, dove ogni partito sapeva benissimo di rappresentare un segmento della popolazione. Ora [i populistini dicono di] rappresentare il volere del popolo e se si è contrari, si è nemici del popolo". La loro tesi è che "qualsiasi cosa la maggioranza voglia, va fatta. Rispetta lo stato di diritto? Non necessariamente, ma è il volere del popolo", è la scusante.

In riferimento alle prossime elezioni europee e alla qualità dei candidati, Amato ha detto di osservare un "decadimento progressivo della qualità dei politici in vari Paesi", colpa anche della scomparsa dei vecchi partiti all'interno dei quali si formavano le future classi dirigenti. "Oggi, con i social media, si possono raccogliere voti a prescindere dalla propria formazione". Questo non è un problema di generazione: "Ci sono così tanti giovani ben preparati. Tutto dipende da chi attrai chi in politica".

E il ruolo dell'Italia nel contesto internazionale? "Non è chiaro", ha concluso Amato. A un'Italia considerata in generale "un Paese di pace e di buone relazioni con gli altri", lui ha mandato a dire che "nonostante un atteggiamento pacifico, qualche volta bisogna prendere posizione" senza tenere un piede in due scarpe anche quando le posizioni sono contrastanti.