Gli artisti a sostegno della protesta

Musicisti, scrittori, filmmaker e illustratori si uniscono agli indignati

Centinaia di artisti stanno manifestando il loro sostegno a Occupy Wall Street, aderendo a gruppi nati sul web su iniziativa di scrittori, musicisti, illustratori, registi e produttori cinematografici.

Lunedì è stato lanciato ufficialmente “Occupy musicians”, una piattaforma virtuale attraverso cui i musicisti possono prendere parte alla protesta. Tra i primi a firmare l’adesione Lou Reed, anima dei Velvet Underground, Tom Morello, chitarrista dei Rage Aganist the Machine, che si era esibito a Zuccotti Park a metà ottobre (nella foto), Guy Picciotto dei Fugazi, Jello Biafra, Laurie Anderson e Ian MacKaye.

Da pochi giorni è comparso sul web, su iniziativa della produttrice canadese Sarah Goodman, anche “Occupy filmmakers”, rivolto ai professionisti del mondo del cinema che desiderano mostrare solidarietà al movimento di Occupy Wall Street. Nella lista dei nomi che compare sulla home page del sito spicca James Schamus, sceneggiatore di "Tempesta di Ghiaccio" e produttore di "Brokeback Mountain".

Ad anticipare l’iniziativa dei musicisti e dei registi ci avevano già pensato scrittori e illustratori. I primi di ottobre era comparso in rete “Occupy writers”, creato dal giornalista e autore di libri Jeff Sharlet, che insegna scrittura creativa al Dartmouth College, e Kiera Feldman, giornalista di Brooklyn. In linea con gli ideali del movimento, il sito degli scrittori indignati non ha un leader e presenta la lista dei nomi degli aderenti in ordine alfabetico.

"La persona che ha scritto un breve libro mai letto da nessuno, ma che ha un nome che inizia con Ru-, può comparire di fianco a Salman Rushdie, vincitore di numerosi premi", ha spiegato Sharlet all'Huffington Post. Alcuni artisti che hanno aderito a "Occupy writers" hanno pubblicato sul sito degli scritti originali, appositamente pensati per sostenere la protesta. Tra questi l'italiano Giovanni Arduino, editor e scrittore originario di Torino.

A sostenere la protesta non potevano mancare gli illustratori e autori di fumetti. "Occupy comics" è nato a ottobre, con l'idea che "Occupy Wall Street ha bisogno di arte, più che di una lista di rivendicazioni", come scrive sul manifesto del gruppo Matt Pizzolo, autore e produttore di film e animazioni indipendenti. "Penso che gli artisti e gli autori di fumetti abbiano un'abilità unica nell'evocare ideali in modo accattivante ed emozionante", sostiene Pizzolo.

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