Gli Eagles battono i Patriots e vincono il Super Bowl per la prima volta

Risultato a sorpresa per la finale del campionato di football americano. Philadelphia fa la storia. Trump si congratula. Durante l'inno nessuna protesta. Justin Timberlake onora Prince nella sua città

Per i New England Patriots, la vittoria sembrava già in tasca prima di cominciare. E invece, a vincere il Super Bowl sono stati i Philadelphia Eagles. Per la prima volta. Per 41 a 33. Donald Trump si è subito congratulato nonostante tifasse per i Patriots.

La squadra di Tom Brady, la star assoluta del football americano, partiva con sei vittorie all'attivo. Brady - che 24 ore prima aveva già portato a casa il titolo di migliore giocatore della stagione - non è riuscito ad aggiudicarsi il record di primo giocatore sopra i 40 anni a vincere la finale del campionato della Nfl. Ancora prima della 52esima edizione del Super Bowl, però, Brady ha annunciato che in autunno sarà pronto a partecipare alla 19esima stagione, e questo nonostante compia 41 anni ad agosto.

Ad emergere come star della serata non è stato dunque Brady - che ha comunque ricordato con una serie di giocate perché è un campione nonostante l'età - ma il quarterback avversario Nick Foles, riserva a inizio stagione, eletto Mvp della partita.

Gli Eagles hanno dominato il match sin dall'inizio anche se erano gli sfavoriti. Dopo la mezz'ora di pausa tra il secondo e il terzo tempo, il team di Philadelphia ha ripreso a giocare con un vantaggio di 22 a 12. Nel quarto e ultimo tempo i Patriots, il team preferito del presidente americano Donald Trump, sono riusciti a portarsi in vantaggio per la prima volta, 33 a 32. Ci ha pensato Foles, negli ultimi due minuti della partita, a riprendere in mano la situazione garantendo la vittoria.

Durante l'inno, nessuna protesta dei giocatori
Allo U.S. Bank Stadium di Minneapolis, la città del Minnesota che per la seconda volta ha ospitato un Super Bowl, la serata era iniziata senza proteste durante l'inno nazionale cantato da Pink, nonostante l'influenza. Dopo una stagione segnata dalla discordia e in cui vari giocatori hanno alzato i pugni al cielo o si sono inginocchiati durante l'inno in segno di protesta contro la violenza della polizia e le discriminazioni, nessuno ha scelto di fare uno dei due gesti. Nemmeno Malcolm Jenkins degli Eagles, che durante la stagione si era messo particolarmente in mostra con le sue proteste. Prima ancora dell'inizio della partita, a mandare un avvertimento indiretto ai giocatori ci aveva pensato Trump: onorando agli uomini e donne che difendono in giro per il mondo gli interessi degli Stati Uniti, il presidente aveva detto in una nota: "Li abbiamo nei nostri cuori e li ringraziamo per la nostra libertà mentre con orgoglio stiamo in piedi per l'inno nazionale".

Timberlake canta in onore di Prince
A creare la prima controversia dell'evento sportivo più importante dell'anno in Usa era stato l'halftime show. Il protagonista del momento più importante della serata dal punto di vista pubblicitario è stato Justin Timberlake, che inizialmente pareva volesse usare un ologramma di Prince, la super star nata in Minnesota e morta due anni fa per un abuso di oppiacei. A mettere a tacere il rumor era stata prima dello show Sheila E, membro della band di Prince, dicendo che lui odiava l'idea di ricorrere a ologrammi per artisti defunti. E infatti Timberlake si è limitato a 'duettare' con Prince la sua "I Would Die 4 You" mentre il celebre cantante scomparso veniva proiettato su un telo enorme. Il tutto mentre lo stadio e la città si coloravano di viola, il colore di una delle sue più celebri canzoni ("Purple"). Di suo, Timberlake ha cantato le hit classiche "Cry Me a River" e "SexyBack" e quelle più nuove "Can't Stop The Feeling" e "Filthy" (presente nel suo nuovo album "Man of the Woods"). Nonostante la rivista specializzata Deadline abbia giudicato la performance di Timberlake come nulla di speciale, ad averla apprezzata non è stato solo il tredicenne sugli spalti preso un po' alla sprovvista quando Timberlake si è ripetutamente avvicinato a lui mettendosi a disposizione per una selfie.

Nikki Haley, l'ambasciatrice degli Usa all'Onu ha twittato: "Dire che @jtimberlake ha talento è come minimizzare. L'halftime show è stato fantastico".

AP
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