Gli Stati Uniti espellono una dozzina di allievi sauditi dalle loro basi militari

Sono accusati di legami con l’estremismo e detenzione di materiale pedopornografico

Almeno una dozzina di militari sauditi, attualmente impegnati nell’addestramento in alcune basi militari americane, verranno espulsi dagli Stati Uniti perché accusati di legami con l’estremismo e di detenzione di materiale pedopornografico. Lo riporta il Washington Post secondo cui tali informazioni sono state scoperte dall’Fbi durante l'inchiesta sulla sparatoria del 6 dicembre scorso, avvenuta nella base aerea della Marina a Pensacola, in Florida, e nella quale sono morte 3 persone.

L'autore del folle gesto, Mohammed Alshamrani, si trovava negli Stati Uniti nell'ambito di un programma di addestramento militare saudita, ha ferito altri otto militari prima di essere a sua volta colpito a morte dagli agenti di polizia. Come scrive il Washington Post, l’indagine dell’Fbi ha inoltre rivelato che molti dei militari sauditi coinvolti nel procedimento non avevano segnalato il comportamento inquietante dell'autore prima dell’attacco.

Sia l’Fbi che il Dipartimento di Giustizia hanno declinato ogni commento mentre il portavoce del dipartimento della difesa, il tenente colonnello Robert Carver, ha dichiarato che "sulla scia della tragedia di Pensacola, il Dipartimento della Difesa ha limitato i programmi di addestramento di studenti militari stranieri provenienti dall'Arabia Saudita”, aggiungendo che è stata condotta "una revisione e un miglioramento delle nostre procedure d’esame degli studenti stranieri".

Sulla sparatoria di Pensacola è stata chiamata in causa anche l’Apple che all'inizio della scorsa settimana ha ricevuto una richiesta formale con l'FBI ha chiesto a Cupertino un aiuto per accedere ad alcune informazioni presenti su due iPhone appartenenti ad Alshamrani. L’azienda guidata da Tim Cook ha però resistito a qualsiasi tentativo di alterare la crittografia dei propri telefoni non consentendo agli investigatori governativi l'accesso ai dati presenti su tali dispositivi.

L’azienda ha infatti dichiarato di aver dato all'FBI l’aiuti necessario sul caso di Pensacola condividendo i dati rilevanti presenti nell'archivio cloud dell’assalitore. Già nei mesi scorsi Apple e altre società hanno sottolineato che la crittografia sui telefoni rappresenta un'importante salvaguardia per la protezione di milioni di consumatori da hacker e altri criminali. Sulla diatriba si attende una pronuncia da parte dei tribunali americani che devono ancora stabilire se società come Apple possono essere costrette a modificare le loro pratiche commerciali per consentire agli agenti delle forze dell'ordine di accedere a telefoni o altri dispositivi.

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