Gli Stati Uniti si mettono alla prova per la prima volta (e in ritardo) nell'Artide

Lo scioglimento dei ghiacci, dovuto al cambiamento climatico, apre nuove rotte e opportunità. Russia e Cina già operative nella Regione. La Marina militare userà una nave da guerra

Per la prima volta la Marina militare statunitense intende allargare il suo ruolo nell'Artide. L'obiettivo è contrastare l'influenza della Russia e della Cina nell'area attorno al Polo Nord, dove il cambiamento climatico (e lo sciogliemento dei ghiacci) sta aprendo nuove rotte. Le conseguenze non sono solo commerciali. Può iniziare l'esplorazione di riserve petrolifere prima inaccessibili e i confini di nazioni prima isolate dal ghiacchio sono messi a rischio.

Nei mesi a venire una nave da guerra americana percorrerà le acque dell'Artide nell'ambito di un programma stabilito nel 1983 che, nel rispetto delle leggi internazionali sul mare, regola le operazioni navali e aeree degli Stati Uniti pensate per contrastare pretese territoriali altrui. Ad anticipare i piani della Marina è stato il suo numero uno, Richard Spencer, in una intervista al Wall Street Journal. E' lui ad avere aggiunto che la Marina tornerà per la prima volta in un una base navale utilizzata durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra fredda, quella ad Adak, in Alaska, nella parte finale dell'arcipelago composto dalle Isole Aleutine (vicino alla Russia).

La missione nell'Artide sarà la prima condotta dalla Marina americana nell'ambito del programma Freedom of navigation operation (Fonop), stando al comandante che della Marina è portavoce. Decine di operazioni di questo tipo sono state condotte dagli Usa e altri Paesi nel Mar cinese meridionale, dove la Cina ha manifestato controverse pretese territoriali. Non è ancora stato deciso quali porti verranno raggiunti e quale nave sarà usata.

Mentre la Russia da tempo lavora al rafforzamento delle sue capacità di difesa in acque polari e la Cina si è autodefinita una "potenza quasi artica" con il desiderio di sviluppare una "via della seta polare", gli Stati Uniti sono rimasti indietro. E infatti la prossima missione porrà non poche sfide, organizzative e pratiche. La Marina dovrà lavorare con la Guardia costiera, che gestisce una buona parte delle attività di ricerca e recupero nell'Artide. Inoltre, la Guardia costiera è l'unica a gestire l'unica nave rimpighiaccio nella regione contro le decine della Russia e la flotta che la Cina sta sviluppando. Inoltre, non tutte le navi sono idonee a navigare in acque gelate. E quelle in dotazione della Marina Usa attualmente non sono state progettate per ghiaccio e temperature polari.

Come ha spiegato Spencer al Wsj, la missione attorno al Polo Nord servirà in parte per meglio comprendere come lavorare nel freddo estremo. "Dobbiamo andarci e imparare. Non c'è altro modo", ha detto.

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