Gli Usa alla Cina: riprendiamo i negoziati commerciali

Sarebbe il quinto round dopo quello finito senza un accordo di agosto. Wall Street accelera

Gli Stati Uniti hanno contattato la Cina proponendo un nuovo round di negoziati commerciali, da tenere già nelle prossime settimane o a Washington o a Pechino. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui l'amministrazine Trump spera che quella di Jinping risolva alcune delle preoccupazioni americane prima di imporre nuovi dazi. Wall Street ha reagito all'indiscrezione spingendo al rialzo gli indici.

Di fatto, gli Usa temporeggiano usando tariffe doganali su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi come leva nei negoziati in aggiunta a quelli aggiuntivi da 267 miliardi ventilati venerd" scorso dal presidente americano. Tra luglio e agosto sono già entrati in vigore dazi del 25% su importazioni cinesi aventi un valore annuo di 50 miliardi di dollari.

La squadra di negoziatori statunitensi capitanata dal segretario al Commercio, Steven Mnuchin, ha inviato un invito al team cinese guidato dal vicepremier Liu He. Le due parti si erano viste nella capitale americana ad agosto senza però fare alcun passo avanti.

Intanto alcune aziende americane riunite nel gruppo Americans for Free Trade hanno lanciato una campagna multi milionaria intitolata "Tariffs Hurt the Heartland". L'obiettivo è descrivere gli effetti negativi delle tariffe doganali volute da Trump.

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"Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto". Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. "La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto" ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook.

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Alla Casa Bianca (da Pence) arriva Salvini, il leader europeo più simile a Trump

Due giorni a Washington per il ministro dell'Interno, che incontrerà il vicepresidente e Mike Pompeo, il segretario di Stato. Non è da escludere un breve incontro con il presidente Trump, secondo Bloomberg
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Se c'è qualcuno, in Europa occidentale, che politicamente somigli al presidente statunitense Donald Trump, questi è Matteo Salvini, scrive il Washington Post. Nei suoi comizi parla contro le frontiere aperte, di mettere "prima gli italiani"; fa un uso frenetico dei social media, su cui parla della minaccia portata dagli immigrati, e presenta il suo taglio alle tasse come una cura "alla Trump" contro la stagnazione.

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Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

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Pubblicamente, Zuckerberg dà molta importanza alla difesa della privacy degli iscritti, ma in tribunale si difende affermando che sul social network la riservatezza non esiste
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