Gli Usa amano il gelato italiano. E non confondetelo con l'ice cream

I maestri gelatieri stanno cavalcando il trend e aprono nuovi punti vendita, all'insegna del gelato sano, creato secondo la ricetta originale

Il gelato italiano si afferma come prodotto preferito dagli americani, grazie a una crescita annua del 25%, di cui il 70% consumato nei mesi invernali. Questo è quanto emerge da una valutazione dei dati presentati dalla Nielsen. La classifica di Business Insider vede al primo posto tra i più appassionati acquirenti del prodotto la Nuova Zelanda, con 28,4 litri all’anno pro capite, seguita dagli Stati Uniti con 20,8, l'Italia 8 e il Regno Unito con 7. Ancora più curioso è il dato che vede, fra gli Stati americani, il primato dell’Alaska, dove la temperatura media non supera i 19 gradi. Il Texas invece, dove il clima è decisamente più caldo, è solo al decimo posto.

Proprio per questo si può parlare di gelatomania, trend cavalcato dai maestri gelatieri che hanno colto il momento favorevole per esportare il dolce italiano per eccellenza, e in una città come New York City non si contano le realtà che sposano la filosofia del gelato creato "secondo la ricetta originale". Un esempio è la presenza, da pochi giorni, del marchio L’Arte del Gelato, azienda siciliana da anni in America, tra gli scaffali del colosso della grande distribuzione Whole foods market.

Proprio dalla patria del gelato viene Francesco Realmuto, che dal 2005 ha affermato il prodotto in Usa. Siciliano doc, di Baucina, a 19 anni volato a New York per lavorare nell’ edilizia e successivamente specializzatosi nell’ arte orafa di tagliatore di gemme. La mission è cominciata con l’idea di aprire una gelateria a New York, una delle prime in città: L’Arte del Gelato a Chelsea Market, nel Village. Francesco ha poi fondato una fabbrica di gelato artigianale a Long Island.

“Insieme a Luciano Boron, il nostro responsabile della produzione- ha spiegato Realmuto- e il suo team, abbiamo studiato una nuova etichetta “Clean Label” che certifica le caratteristiche dei nostri gelati e dei nostri sorbetti e riflette alcuni standard che noi seguiamo scrupolosamente. Clean Label per noi significa prodotti senza coloranti, conservanti, aromi , dolcificanti, ormoni artificiali, senza organismi geneticamente modificati e soprattutto senza mono e digliceridi degli acidi grassi. I nostri gelati sono gluten free, vegetariani e i sorbetti sono interamente vegani. Usiamo latte senza ormoni artificiali e la polpa dell’albero Baobab come addensante. È pressoché privo di grassi e, tra le altre cose, un ottimo antiossidante. L’idea di usarlo nasce dalla curiosità di trovare e provare a eliminare ogni additivo chimico (emulsionante, stabilizzante e addensante) sostituendoli con fibre e proteine naturali in grado di svolgere la stessa funzione, senza però trascurare le qualità organolettiche e la struttura del gelato naturale. Il risultato è un dolce molto digeribile, leggero, con ottima spatolabilità e più naturale”.

Ma il gelato originale italiano non ha niente a che vedere con l' ice cream cos" diffuso negli States. La differenza la spiega Stefano Versace, fondatore dell'omonima Gelateria Italiana & Gourmet, catena di gelaterie con una ventina di punti vendita in America: "L'ice cream è composto, fra le altre cose, da coloranti artificiali, aromi artificiali e conservanti. Il gelato invece ha ingredienti naturali e un sapore più delicato anche grazie alla differenza di temperatura (-20 per l’ice cream, -12 per il gelato). Altro punto è la quantità di grasso (fino al 30% nell'ice cream, solo il 7% nel gelato) e l'aria incorporata nel prodotto (50% nell'ice cream, solo il 10% nel gelato)".

Analizzando i trend di consumo del gelato italiano (e anche di ice cream) in giro per il mondo, emerge un dato su tutti: il gelato è indipendente dalla stagionalità e non viene influenzato dalle condizioni climatiche. Stando ai numeri, il consumo del dessert durante i mesi estivi è tipico dei Paesi dell’Europa del Sud. “Mentre in Italia il 70% del gelato viene consumato d’estate e il restante 30% nelle altre stagioni, negli Stati Uniti il 65% del gelato e dell’ice-cream si mangiano in stagioni diverse dall’estate” ha spiegato Versace.

“In Italia si pensa che il gelato sia un prodotto tipicamente estivo perché rinfresca quando in realtà è di facile consumo anche in inverno: si scioglie meno, non c'è tanta differenza di temperatura tra ambiente e gelato. Lo stesso accade col consumo di cioccolata: in Italia se ne fa un consumo invernale, ma i paesi del Caribe (con 12 mesi estivi all'anno) consumano cioccolata tutto l'anno” ha chiarito Versace, che ha aperto la prima gelateria della catena al Miami International Mall nel 2013. Dai dati emerge che chi il numero di chi ama il gelato è quasi raddoppiato ogni anno dal 2009 al 2014, per un totale di 214 milioni di dollari di prodotto venduto nel solo 2014. Il mercato americano è il più grande al mondo per consumo di gelato artigianale e ice cream (214 milioni di dollari di gelato venduti nel 2014, contro i 6 miliardi dell’ice cream). Insomma, il gelato italiano piace davvero a tutti, a passeggio, da asporto e anche a casa e se garantito dalla genuinità delle materie prime è considerato un alimento healthy.

Altri Servizi

Wall Street, attenzione rivolta a trimestrali e tensioni commerciali

Tra le grandi banche, oggi è il turno di Bank of America
AP

C'è anche Bill Gates tra gli amici di Jeffrey Epstein

Il miliardario fondatore di Microsoft ha sempre minimizzato il rapporto, il New York Times svela delle mail che rivelano un’amicizia non così superficiale

Jeffrey Epstein, il milionario arrestato per abusi e traffico sessuale di minorenni poi morto suicida in prigione, è riuscito ad attirare nella sua orbita una serie sorprendente di uomini ricchi, potenti e famosi. C'erano miliardari del calibro di Leslie Wexner e Leon Black, politici come Bill Clinton e Bill Richardson, addirittura premi Nobel quali Murray Gell-Mann e Frank Wilczek fino ad arrivare ai reali come il principe Andrea.

Usa 2020, modelli Moody's: Trump vincerà facilmente, con economia stabile

Elaborati tre modelli: il presidente risulta sempre vittorioso. Previsioni sempre corrette dal 1980, tranne nel 2016
Ap

La maggior parte dei sondaggi indica che il presidente statunitense, Donald Trump, perderebbe alle prossime elezioni contro diversi candidati democratici; Trump, però, ha ricevuto notizie incoraggianti, questa settimana, dai modelli economici di Moody's. I tre modelli sviluppati da Moody's Analytics, basati su mercato azionario, disoccupazione e portafogli (dei cittadini), sono giunti alla stessa conclusione: Trump vincerà facilmente le elezioni del 2020, se le condizioni dell'economia rimarranno relativamente stabili. 

Quarto dibattito Dem: insidie per Biden, Warren da favorita

Primo confronto dal lancio delle indagini per l'impeachment di Trump e dal malore di Sanders

Dodici candidati democratici prenderanno parte, martedì 15 ottobre, al quarto dibattito verso le primarie per le presidenziali statunitensi. A Westerville, in Ohio, andrà in scena il primo confronto da quando i democratici alla Camera hanno lanciato le indagini per l'impeachment del presidente Donald Trump, dalle accuse di corruzione contro l'ex vicepresidente Joe Biden da parte della Casa Bianca (senza prove), dall'operazione subita dal senatore Bernie Sanders e dal sorpasso in testa ai sondaggi della senatrice Elizabeth Warren.

Wall Street, svanisce l'ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino vuole approfondire alcune questioni prima di firmare la 'fase uno' dell'accordo
AP

Un accordo ‘sostanziale’, ma che in realtà e’ soltanto parziale. E’ quanto annunciato dal presidente Donald Trump al termine di due giorni di negoziati con la delegazione cinese capeggiata dal vicepremier Liu He. L’intesa e’ stata comunque ben accolta dai mercati in quanto e’ riuscita ad evitare lo scattare di un incremento dei dazi in programma in prossimo 15 ottobre. Ma e’ lontana dal poter essere considerata una soluzione permanente alla guerra commerciale in corso da oltre 15 mesi tra le due economie piu’ importanti del mondo.

Ucrainagate, l’ambasciatore americano nell'Ue parlerà al Congresso: "Ho avuto rassicurazioni da Trump"

Secondo il Washington Post Gordon Sondland dichiarerà che il Tycoon lo rassicurò sul fatto che non c’erano legami tra gli aiuti a Kiev e la richiesta di indagare Biden
AP

Negli Stati Uniti continua a tenere banco l’Ucrainagate. L'ambasciatore americano nell’Unione Europea, Gordon Sondland, dopo un primo divieto da parte di Donald Trump, parlerà al Congresso e dirà che il presidente americano gli assicurò personalmente in una telefonata che non c'era nessun "quid pro quo" fra gli aiuti all'Ucraina e la richiesta di aprire un'indagine su Joe Biden.

Caso Ucraina, arrestati due soci di Giuliani per fondi elettorali illegali

Avrebbero violato le leggi contro l'influenza straniera nelle elezioni

Due persone vicine a Rudy Giuliani, l'avvocato personale del presidente Donald Trump, sono state arrestate ieri sera in Virginia, con l'accusa di aver violato le leggi sui finanziamenti delle campagne elettorali. Lo scrive il Washington Post.

Pentagono invia 3.000 truppe in Arabia Saudita

Nonostante proclami per minore coinvolgimento militare nella zona
AP

Gli Stati Uniti invieranno nuove truppe in Arabia Saudita nonostante i proclami del presidente americano Donald Trump che vorrebbe un minore coinvolgimento militare statunitense in Medio Oriente.

Warren: "Se vinco le primarie, sfido Trump senza i grandi donatori"

La senatrice è salita in testa alla media dei sondaggi nazionali di Real Clear Politics: è lei la preferita dei democratici per sfidare Trump
AP

La senatrice statunitense Elizabeth Warren, che sta affrontando la campagna elettorale per le primarie senza l'aiuto dei grandi donatori, ha detto che se otterrà la nomination democratica continuerà a rinunciare alle somme dei grandi finanziatori; si tratta di un cambio di strategia, visto che in passato aveva detto di voler rinunciare alle grandi donazioni solo per le primarie. A febbraio, alla Msnbc, aveva detto: "Non credo al disarmo unilaterale", riferendosi alle grandi donazioni di cui potrà disporre il presidente Donald Trump per le presidenziali del prossimo anno.