Gli Usa lasciano l'Unesco: non piace la politica "a favore della Palestina"

Washington lamenta un sentimento anti-israeliano dell'agenzia delle Nazioni Unite, a cui aveva già tagliato i fondi nel 2011

Gli Stati Uniti lasceranno l'Unesco alla fine del 2018, dopo aver ripetutamente criticato le risoluzioni dell'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura, che Washington considera contro Israele. Gli Stati Uniti avevano smesso di finanziare l'Unesco dopo la sua decisione di includere la Palestina come membro nel 2011, pur decidendo di mantenere il proprio ufficio nel quartier generale di Parigi per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.

La decisione, emersa attraverso fonti rimaste anonime, dovrebbe essere annunciata la prossima settimana. Gli Stati Uniti manterranno la propria presenza all'Unesco come Stato osservatore. Il segretario di Stato, Rex Tillerson, avrebbe preso questa decisione già diverse settimane fa e ne avrebbe parlato, a settembre, anche con il presidente francese, Emmanuel Macron, durante un incontro con il presidente statunitense, Donald Trump; Macron stava cercando l'appoggio dell'amministrazione statunitense alla candidata francese, Audrey Azoulay, per il posto di direttore generale, che sarà scelto questa settimana. Ieri, la Francia aveva pubblicamente affermato, attraverso l'ambasciatore alle Nazioni Unite, François Delattre, di sperare nella decisione degli Stati Uniti di rimanere nell'agenzia.

Non si tratta, comunque, di una prima volta: Foreign Policy ricorda che già l'amministrazione Reagan decise di lasciare l'organizzazione nel 1984, in piena Guerra Fredda, a causa della sua presunta propensione per l'Unione Sovietica contro l'Occidente. A far rientrare Washington nell'agenzia - che contribu" a creare nel 1945 - fu il presidente George W. Bush, nel 2002. Sei anni fa, Washington decise di tagliare oltre 80 milioni di dollari all'anno per l'agenzia, ovvero circa il 22% dell'intero budget dell'Unesco, a causa dell'ingresso della Palestina come membro. L'amministrazione Obama spiegò di doverlo fare a causa di una legge degli anni '90, che proibisce agli Stati Uniti di finanziare agenzie delle Nazioni Unite che riconoscono la Palestina come Stato.

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