Gli Usa minacciano la Corte penale internazionale: non indagateci per crimini di guerra

Possibili sanzioni contro i giudici del tribunale "illegittimo". Gli Usa annunceranno anche la chiusura dell'ufficio a Washington dell'Olp
AP

Gli Stati Uniti annunceranno oggi una dura presa di posizione contro la Corte penale internazionale dell'Aia, minacciando sanzioni contro i suoi giudici, se decideranno di procedere con un'indagine sui presunti crimini di guerra commessi dagli statunitensi in Afghanistan. Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump, l'ex ambasciatore John Bolton, darà l'annuncio durante un discorso in programma a Washington, il primo da quando è entrato alla Casa Bianca, riporta Nbc News. "Gli Stati Uniti useranno qualsiasi mezzo necessario per proteggere i nostri cittadini e quelli dei nostri alleati da un ingiusto procedimento da parte di questo tribunale illegittimo" dirà Bolton, secondo una bozza del suo discorso ottenuta dalla stampa statunitense.

Bolton dirà anche che il dipartimento di Stato annuncerà la chiusura dell'ufficio dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) di Washington, visto che i palestinesi vogliono che la Corte penale internazionale indaghi su Israele. "Gli Stati Uniti staranno sempre dalla parte del nostro amico e alleato, Israele" dirà Bolton. Si tratta di una decisione che allontanerà ulteriormente i palestinesi dagli Stati Uniti, dopo la decisione del presidente Trump di spostare l'ambasciata n Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Gli Stati Uniti non hanno ratificato lo statuto di Roma, entrato in vigore nel 2002, che ha creato la Corte penale internazionale, per l'opposizione dell'allora presidente George W. Bush, in piena 'guerra al terrore'. I Paesi che aderiscono allo statuto di Roma sono 123, mentre altri 32 hanno firmato, ma non ratificato il trattato.

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