Gli Usa rischiano un altro shutdown

La Camera accontenta Trump con una legge che contiene i fondi per il muro. Il Gop al Senato non ha i voti per approvarla

Diventa sempre piu' probabile il rischio di una paralisi parziale del governo federale americano a partire da domani, 22 dicembre, alle sei del mattino italiano. Nella notte, la Camera statunitense ha approvato una legge di spesa pensata per evitare quello che sarebbe il terzo shutdown del 2018 e che accontenta il presidente Donald Trump: il provvedimento, volto a continuare a finanziare varie agenzie federali fino all'8 febbraio, include 5,7 miliardi di dollari da usare per la costruzione di un muro lungo il confine tra Usa e Messico.

Ora la legge passa al Senato, dove sembra destinata a essere bocciata. In quell'aula del Parlamento i repubblicani hanno una maggioranza risicata (51 poltrone contro le 49 dei democratici) e l'opposizione e' contraria a finanziare il muro. Non a caso i senatori del Gop che gia' avevano lasciato Washington per le festivita' natalizie sono stati richiamati; il loro voto e' essenziale anche se non sufficiente. Servono 60 voti per l'approvazione del provvedimento e nessun democratico sembra disposto a tradire il partito (come alla Camera, dove nessuno di loro nella notte ha votato sì).

Trump ha gettato Washington nel caos due giorni dopo avere segnalato la sua disponibilita' a non esigere che nella legge anti-shutdown ci fossero i 5 miliardi di dollari da lui richiesti per il muro. Ieri ha cambiato idea avvertendo i repubblicani alla Camera che non avrebbe sottoscritto la legge di spesa approvata mercoledi' al Senato e che non includeva i fondi per il muro. E cosi' i deputati sono stati costretti a cambiare i loro piani. Invece che approvare quanto messo gia' a punto al Senato, hanno dato l'ok a una nuova legge di spesa che accontenta Trump ma che i Dem sono pronti a fare saltare. Anche a costo di fare scattare lo shutdown con il quale i parchi nazionali e la Statua della Libertà a New York domani potrebbero restare chiusi.

La partita e' destinata a essere rimandata al 3 gennaio, quando i democratici torneranno a controllare la Camera grazie alla loro vittoria alle elezioni di meta' mandato del 6 novembre scorso. I repubblicani avranno invece una maggioranza piu' solida al Senato. Intanto Trump sembra avere cambiato i piani: la sua agenda odierna non prevede la partenza per il suo resort in Florida, dove dovrebbe trascorrere le prossime due settimane festive.