Goldman Sachs: si allarga indagine per insider trading

coinvolge ora anche David Loeb, direttore generale che si occupa della vendita di titoli asiatici a New York

Si allargano le indagini per possibile insider trading tra le fila di Goldman Sachs: l’inchiesta coinvolge ora anche David Loeb, direttore generale che si occupa della vendita di titoli asiatici a New York. Il suo nome sarebbe emerso durante il processo di Raj Rajaratnam, il fondatore dell’hedge fund Galleon, condannato a inizio ottobre a 11 anni di carcere per insider trading, la pena più alta mai inflitta per casi di questo genere negli Stati Uniti.

Come riportano vari media tra cui il Wall Street Journal, Loeb potrebbe dovere rispondere di accuse penali. Il mese scorso Henry King, analista della banca che si occupa di Taiwan, è stato indagato dall’Fbi. La banca ha fatto sapere di volere “collaborare al massimo” con le autorità, cosa che aveva già detto in una nota dello scorso 28 febbraio, in cui si precisava che Goldman Sachs “di tanto in tanto è coinvolta in indagini per insider trading e il possibile utilizzo non appropriato di informazioni riservate”.

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Utile General Electric -10%, delude per prima volta da 2015

La conglomerata americana è stata penalizzata da costi di ristrutturazione: il nuovo Ceo Flannery ha fatto sapere che i cambiamenti proseguiranno, con la previsione di eliminare asset per oltre 20 miliardi di dollari in uno o due anni.
General Electric

Nel terzo trimestre General Electric ha deluso le aspettative sul fronte degli utili per la prima volta in due anni e mezzo, ma ha messo a segno un fatturato al di sopra delle previsioni. La conglomerata americana è stata penalizzata da costi di ristrutturazione nel primo trimestre di John Flannery come amministratore delegato: il nuovo Ceo ha fatto sapere che i cambiamenti proseguiranno, con la previsione di eliminare asset per oltre 20 miliardi di dollari in uno o due anni.

Microsoft entra (in ritardo) nel mercato degli speaker per la casa

Il gruppo informatico lo fa con Invoke, quasi tre anni dopo il lancio da parte della rivale Amazon di Echo. Google lo ha fatto un anno e mezzo fa
Microsoft

Anche Microsoft ha deciso di mettere piede nel mercato in rapida crescita degli speaker per la casa. E lo ha fatto quasi tre anni dopo il lancio da parte della rivale Amazon di Echo, considerato il pioniere in questo ambito. Il gruppo informatico - la cui capitalizzazione ha rivisto i 600 miliardi di dollari per la prima volta dal gennaio 2000 - ha concretizzato quanto annunciato a maggio, quando disse che avrebbe lanciato Invoke insieme a Harman Kardon, divisione del colosso sudcoreano Samsung. Le casse Invoke useranno Cortana, l'assistente digitale di Microsoft che come Alexa di Amazon risponderà ai comandi ricevuti.

AP

Mentre gli investitori ricordano il trentesimo anniversario del Black Monday e temono un "Minsky Moment", è tornato a circolare un articolo del Wall Street Journal pubblicato il 20 ottobre del 1987 ossia all'indomani di una giornata storica in cui il Dow Jones Industrial Average perse quasi il 23%, un record. In esso Donald Trump disse di avere evitato il crash perché aveva venduto le azioni in suo possesso nel mese precedente. E così 30 anni dopo, trader e gestori si rileggono un pezzo da cui trapela un Trump che - come imparato nei suoi primi 10 mesi di presidenza - si vanta della sua bravura senza però fornire alcuna prova o risultato (basti dire che le vittorie legislative portate a casa sono pari a zero). E se forse sorridono rilleggendo quell'intervista, gli investitori restano concentrati su questioni ben più importanti: tornano infatti a domandarsi se l'azionario Usa sia destinato a una correzione, specialmente dopo gli ennesimi record raggiunti dai listini con il DJIA che ha conquistato i 23mila punti per la prima volta ieri. E digeriscono le parole del governatore della banca centrale cinese, che ha messo in guardia contro un potenziale sell-off degli asset cinesi provocato da un debito e da una crescita del credito eccessivi.

Ok del Senato al budget, Trump entusiasta: il taglio delle tasse è più vicino

Il presidente, su Twitter: "Avremo i tagli fiscali maggiori nella storia del nostro Paese!". Ieri sera, il Senato ha approvato il budget che li contiene, ora serve il 'sì' della Camera
AP

"Il budget è stato approvato la scorsa notte, 51 a 49. Abbiamo avuto ZERO voti dei democratici e solo Rand Paul (voterà per i tagli fiscali) contro. Questo ora permette il passaggio di tagli fiscali su larga scala (e riforma), che saranno i più grandi nella storia del nostro Paese!". Questo il commento, di prima mattina, del presidente statunitense, Donald Trump, dopo l'approvazione del bilancio federale per l'anno fiscale 2018 da parte del Senato, che apre la strada alla controversa riforma fiscale, che include tagli per 1.500 miliardi di dollari, che potrà essere approvata con la maggioranza semplice.

La Nfl ignora Trump, il presidente: "Manca di rispetto per il nostro Paese"

La lega ha deciso di permettere le proteste durante l'inno, nonostante le critiche e le pressioni della Casa Bianca
AP

"La Nfl ha deciso di non obbligare i giocatori a stare in piedi durante l'esecuzione del nostro inno nazionale. Una totale mancanza di rispetto per il nostro grande Paese!". Non si è fatta attendere, su Twitter, la risposta del presidente statunitense, Donald Trump, alla decisione della lega professionistica di football americano.

I favoriti da Trump per il vertice della Fed sembrano Taylor e Powell

Si tratta, rispettivamente, di un economista di Stanford giudicato come un 'falco' e dell'attuale membro del board della banca centrale Usa, visto come una sorta di 'colomba'. Yellen non ancora fuori dai giochi
John Taylor

Sembrano John Taylor e Jerome Powell i favoriti da Donald Trump per il vertice della Federal Reserve. Si tratta rispettivamente di un economista di Stanford giudicato come un 'falco' e dell'attuale membro del board della banca centrale Usa, visto come una sorta di 'colomba' ma favorevole a un allentamento della regolamentazione finanziaria. Lo ha fatto capire il presidente americano stesso, chiamato a decidere se confermare l'attuale governatore Janet Yellen - il cui mandato scadrà a febbraio - o se sostituirla con qualcun altro.

Trump esulta, ma la strada per la riforma fiscale è ancora lunga

I repubblicani sperano di farcela per la fine dell'anno, ma dovranno superare le divisioni interne
AP

Il Senato e la Camera degli Stati Uniti hanno approvato entrambi una propria risoluzione sul budget per l'anno fiscale 2018, aprendo la strada alla controversa riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump. Saranno ancora necessari diversi passaggi, ma la speranza dei repubblicani è di far firmare a Trump la riforma fiscale alla fine dell'anno. Una riforma che Trump ha presentato come "il più grande taglio delle tasse nella storia del Paese", promettendo di aiutare la classe media, di rendere gli Stati Uniti più competitivi a livello internazionale e di creare una crescita economica senza precedenti negli anni a venire.

Fitch: luci e ombre sull'Italia, ripresa in corso ma rischi politici all'orizzone

L'agenzia lascia il rating a "BBB" con outlook "stabile". Debito pubblico e npl alti. Crescita lenta: nel 2019 il Pil italiano sarà ancora il 4% al di sotto del livello 2007

Fitch ha confermato il giudizio sulla tenuta creditizia dell'Italia con un rating "BBB" citando un'economia "diversificata e ad alto valore aggiunto" e indicatori di governance e di sviluppo umano "molto più alti della media europea". Inoltre, l'indebitamento privato è "moderato", il sistema pensionistico è "sostenibile" e i rendimenti sui titoli di stato sono "bassi". Tuttavia il debito pubblico è "estremamente alto", la crescita del Pil tende a essere "bassa", il settore bancario è "debole" e i rischi politici dati da movimenti populisti ed euroscettici non mancano. Alla luce di tutto questo, l'agenzia di rating ha lasciato invariato anche l'outlook, a stabile.

Visco al Wsj: felici della ripresa in Italia. Bce su Npl? Il diavolo è nei dettagli

Il governatore di Banca d'Italia a Washington per i lavori del Fondo monetario internazionale

La ripresa economica si sta verificando anche in Italia, a tassi simili a quelli nel resto dell'Eurozona. I rischi principali per il sistema bancario del nostro Paese sono stati affrontati ma "l'Italia può e deve fare di più". Di certo, sono eccessive le preoccupazioni relative alla Penisola in vista di una Banca centrale europea meno accomodante ma che preferisce essere flessibile piuttosto che fissare una data precisa per la fine del suo programma di acquisto di bond. Lo crede Ignazio Visco, governatore di Banca d'Italia nonché membro del consiglio direttivo dell'Eurotower, sul cui addendum alle linee guida sulla gestione dei non performing loan prende tempo nonostante il polverone sollevato (perché sembra fatto su misura per penalizzare le nostre banche). "Il diavolo si nasconde nei dettagli"; meglio aspettare la fine delle consultazioni. Visco ha parlato a braccio in una intervista al Wall Street Journal. Lo ha fatto nell'ambito dei lavori autunnali del Fondo monetario internazionale in corso a Washington.