Goldman Sachs e Ubs: esagerate le aspettative del mercato su taglio tassi Fed

Fmi: "appropriata" la pausa che la banca centrale Usa si è presa, posticipare un rialzo del costo del denaro fino a ripresa inflazione

Le aspettative degli investitori per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve sono eccessive. Lo sostengono gli analisti di Ubs e Goldman Sachs.

Secondo Axel Weber, presidente della banca svizzera, i trader potrebbero avere interpretato male le dichiarazioni fatte il 4 giugno dal governatore Jerome Powell, che in un discorso da Chicago aveva detto che la Fed "sta monitorando le tensioni commerciali" e agirà "in modo appropriato per sostenere l'espansione" dell'economia Usa. Dopo quelle parole, i mercati hanno scommesso su un taglio del costo del denaro, fermo al 2,25-2,5% dallo scorso dicembre.

"Credo che i mercati stiano mettendo in conto una quantità di tagli dei tassi superiore a quello che la Fed farà", ha detto Weber parlando in un panel all'Institute of International Finance a Tokyo (Giappone). Come riporta Cnbc, l'esperto ha fatto notare che "se si ascoltano alcuni dei governatori chiave come Charlie Evans e Jay Powell, non c'è un taglio immediato dei tassi. Se i dati si indeboliscono ulteriormente nella seconda parte dell'anno, c'è la possibilità che [la Fed] possa considerare un'azione correttiva".

Allo stesso evento John Waldron, presidente e direttore operativo di Goldman Sachs, ha detto che "i mercati stanno dando per scontata una serie relativamente notevole di mosse da parte della Fed (...) di certo i mercati stanno ipotizzando un taglio di oltre 100 punti base". Per questo lui si è detto "un po' preoccupato dal fatto che il mercato sia troppo ottimista su quanto e quanto presto la Fed agirà".

Weber esclude che la Fed opti per un taglio dei tassi preventivo "a questo punto" anche se la giudica pronta ad agire se necessario.

Il Fondo monetario internazione giudica "appropriata" la pausa che la Federal Reserve si è presa sin da gennaio nell'alzare i tassi di interesse. "Ulteriori aumenti dovrebbero essere posticipati fino a quando non ci saranno segnali più convincenti di inflazione nei prezzi e nei salari", ha spiegato l'Fmi descrivendo i risultati preliminari a conclusione dell'analisi annuale dell'economia americana, il cosiddeto Articolo IV. L'istituto di Washington crede che sia meglio aspettare prima di cambiare la politica monetaria. Una pausa "darà tempo" per capire se "ulteriori aggiustamenti dei tassi sono necessari" e magari per permettere all'inflazione di salire per un po' oltre il target di crescita del 2% "in modo tale che l'inflazione raggiunga il target di medio termine dall'alto" (e non dal basso, visto che il dato è rimasto per ora sotto il target stesso). L'istituto guidato da Christine Lagarde giudica "vitale" il fatto che la Fed continui a basare le sue scelte sull'andamento dei dati macroeconomici perché così facendo "si evitano volatilità nelle condizioni finanziarie o effetti negativi sul resto del mondo".

Per comunicare in modo migliore, il Fondo suggerisce alla Fed di Jerome Powell la pubblicazione di un rapporto trimestrale sulla politica monetaria che fornisca dettagli su uno scenario economico condiviso dall'Fomc (con una quantificazione di come i membri dell'Fomc vedono la distribuzione dei rischi intorno a quello scenario). Una comunicazione chiara sulle sue intenzioni, conclude il Fondo, è essenziale.

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