Google entra nel Russiagate: scoperte pubblicità comprate da Mosca per influenzare voto 2016

Secondo fonti vicine alle indagini interne di Google, agenti russi avrebbero speso decine di migliaia di dollari per diffondere notizie non accurate. Emerge da un'esclusiva dal Washington Post.
AP

Anche Google, come Facebook, entra nel Russiagate. Il colosso di Mountain View, secondo indiscrezioni riportate in esclusiva dal Washington Post, ha scoperto pubblicità comprate da soggetti russi sulle piattaforme della società per interferire con le elezioni presidenziali americane di novembre 2016.

Secondo fonti vicine alle indagini interne di Google, agenti russi avrebbero speso decine di migliaia di dollari per diffondere notizie non accurate su vari prodotti di Google, come il sito per la condivisione di video YouTube, Google Search, la posta elettronica Gmail e il network pubblicitario DoubleClick.

Se le indiscrezioni del quotidiano americano fossero confermate, la notizia sarebbe rilevante non solo per il peso enorme che Google ha sul mercato pubblicitario online, ma anche perché, apparentemente, le pubblicità comprate non sembrano provenire dagli stessi soggetti che hanno acquistato inserzioni su Facebook.

Questo significherebbe che i presunti sforzi di Mosca per influenzare le elezioni americani sono stati molto più ampi di quanto si è pensato finora.

Google finora non ha mai parlato di potenziali problemi: "Monitoriamo sempre che non ci siano abusi o violazioni delle nostre politiche e non abbiamo rilevato pubblicità di quel tipo sulle nostre piattaforme", aveva detto un mese fa Andrea Faville, portavoce di Google.

Nonostante questo, la società aveva comunque avviato un'indagine interna, sulla scia delle pressioni del Congresso, che ha chiesto ai colossi della Silicon Valley di appurare eventuali irregolarità. Nei giorni scorsi Facebook aveva consegnato al Congresso copie di circa 3.000 inserzioni pubblicitarie comprate e pubblicate sul social network da persone in Russia nei mesi prima e dopo le elezioni presidenziali di novembre 2016.

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