Google: il Ceo si prepara al debutto (in ritardo) al Congresso Usa

Il gruppo anticipa ad aprile la chiusura del social network Google+. Trovato un bug che mette a rischio informazioni di 52 milioni di utenti

Il Ceo di Google, Sundar Pichai, domani farà il suo debutto al Congresso Usa. E lo farà in ritardo visto che a settembre aveva sollevato le ire dei legislatori americani per non essersi presentato a testimoniare insieme alla direttrice operativa di Facebook e il Ceo di Twitter.

Mentre lui si prepara alla prima testimonianza a Capitol Hill, l'azienda ha detto che chiuderà in anticipo la versione consumer del social network Google+. A ottobre aveva detto che la chiusura ci sarebbe stata entro l'agosto prossimo e invece avverà entro aprile. Alphabet ha detto di avere scoperto un bug che espone a sviluppatori esterni di app le informazioni private di 52 milioni di utenti. Anche sulla scoperta fatta il 6 novembre scorso e risolta dopo meno di una settimana, Pichai verrà messo sotto torchio. Il problema di software potrebbe tra l'altro preoccupare i regolatori Ue visto che la nuova General Data Protection Regulation richiede alle aziende di notificare entro 72 ore qualsiasi potenziale intrusione, pena il rischio di una multa massima pari al 2% dei ricavi mondiali.

Per l'ex ingegnere Pichai, la sua performance davanti ai membri della commissione Giudiziaria della Camera servirà per capire quanto si saprà difendere come volto di un gruppo messo sempre più sotto pressione. Lui dovrà rispondere non solo della gestione dei dati ma anche, per esempio, dei piani di lanciare un motore di ricerca in Cina sottoposto a censura. Il 46enne che arrivò in Google nel 2004 deve fare i conti con lo spettro di regolamentazioni più severe.

L'uomo dietro al successo del browser Chrome e dell'espansione del sistema operativo per dispositivi mobili Android è a capo di Google dal 2015, quando l'azienda si riorganizzò diventando una controllata di Alphabet. Diversamente dal suo predecessore Eric Schmidt, Pichai non è nessuno a Washington. Schmidt, al contrario, aveva coltivato i suoi contatti tra i politici tanto da vincere una causa antitrust.

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