Google, in oltre 3 anni dagli europei 2,4 milioni di richieste per "essere dimenticati"

E' l'effetto del diritto all'oblio, riconosciuto nel maggio 2014 nella storica sentenza della Corte di Giustizia Ue. Il gruppo si prepara a normativa più stringente che scatterà a maggio. Ecco i dati sull'Italia

Da oltre tre anni, Google ha ricevuto dai cittadini europei 2,4 milioni di richieste di cancellazione di Url dal suo motore di ricerca. E' l'effetto del diritto all'oblio riconosciuto nel maggio 2014 nella storica sentenza della Corte di Giustizia Ue. In base alla normativa esistente, i cittadini europei hanno il diritto di domandare ai motori di ricerca la rimozione di link che rimandano a "contenuti non più rilevanti" che li riguardano.

Per la prima volta, e in vista dell'entrata in vigore il prossimo maggio di regole Ue ancora più stringenti, Google ha deciso di ampliare i suoi sforzi sulla trasparenza con due iniziative. Da un lato, il colosso tecnologico americano ha promesso di aggiungere nuovi dati al suo cosiddetto "Transparency Report", che pubblica dal 2014. Dall'altro, ha deciso di pubblicare una bozza di una ricerca sul modo in cui gli europei stanno usando il "diritto di essere dimenticati"  (in Usa non c'è una normativa simile a tutela delle persone).

I risultati generali
Più della metà del totale delle richieste è giunto dai cittadini di Francia, Germania e Regno Unito. Nella nazione d'Oltremanica e in Italia le probabilità che le domande si concentrino su siti di informazione sono tre volte superiori a quelle di Parigi e Berlino, dove il focus è più su social media e directory. Rispetto al numero complessivo delle domande, il 43% è stato soddisfatto. L'89% del totale è arrivato da individui privati; il restante 11% è composto principalmente da minori (40%), aziende (21%), politici o legislatori (21%) e personaggi pubblici non governativi (14%). Una buona fetta delle richieste ha riguardato informazioni personali. Alta anche la domanda di cancellazione di risultati di ricerca legati alla storia legale di un individuo.

I risultati italiani
In Italia, 58.825 Url sono stati 'delistati' (il 34,9% del totale delle domande ricevute) mentre 109.875 (il 65,1% del totale) non sono stati cancellati. Nel nostro Paese, l'86,5% delle richieste - che si possono fare compilando un modulo online - è giunto da individui privati. In generale, nel caso italiano i siti più colpiti dal delisting di Url sono stati "scontent.cdninstagram.com", "www.sesso-escort.com" e "www.trovanumeri.com", così come, tra gli altri, Facebook e Twitter.

Un esempio di richiesta fatta dall'Italia nel 2017 riguarda un ex dipendente di una società di cybersicurezza, che avrebbe voluto 'delistare' articoli risalenti al 2015 legati alle sua attività e la decisione di lasciare l'azienda per cui lavorava; Google ha deciso di non eliminare alcun Url "perché le informazioni sono strettamente legate al suo ruolo professionale attuale nella vita pubblica" (la persona è alla guida di un suo gruppo di cybersicurezza). Un altro esempio italiano chiama in causa una donna vittima di un crimine non specificato da Google: ha ottenuto la rimozione di tre link che rimandavano al crimine stesso subito decenni fa. Un'altra donna ha chiesto la rimozione di un articolo vecchio di decenni che conteneva il suo nome ma che riguardava un omicidio commesso dal marito. Google ha eliminato dai risultati di ricerca la pagina con il nome di lei.

Le novità sull trasparenza
Fino ad ora il "Transparency Report" includeva il numero di Url di cui è stata chiesta la cancellazione, il numero di quelli effettivamente eliminati ed esempi anonimi di alcune delle richieste ricevute. D'ora in poi Google aggiunge informazioni risalenti fino al gennaio 2016, quando il suo personale iniziò ad annotare manualmente le richieste ricevute sugli Url. I nuovi dati si dividono in quattro categorie: i richiedenti, il contenuto delle richieste e quello del sito di riferimento oltre al tasso di cancellazione. Google distingue tra i privati e i soggetti non privati come funzionari pubblici e aziende; suddivide i contenuti da 'delistare' in varie categorie come informazioni personali o professionali, crimini e nome non trovato (quando la società non ha trovato il nome dell'individuo richiedente sulla pagina web). I siti su cui compare il contenuto che Google valuta se cancellare o meno dai suoi risultati di ricerca vengono poi classificati come siti di informazione, social media o directory. Infine, l'azienda con sede a Mountain View (California) fornirà il tasso con cui cancella link per categoria su base trimestrale. 

Quanto alla bozza di ricerca, essa si intitola "Three Years of the Right to be Forgotten". E' stata sottoposta all'attenzione del Privacy Enhancing Technologies Symposium, il cui incontro annuale è previsto dal 24 al 27 luglio prossimi a Barcellona (Spagna).

Verso norme più stringenti
Con il nuovo rapporto e la ricerca, la controllata di Alphabet spera di "alimentare il dibattito in corso sull'interazione tra il diritto alla privacy e il diritto all'accesso a informazioni online legittime".

Dicendo che i risultati contenuti nella ricerca "aumentano notevolmente la trasparenza" sul diritto all'oblio e "rivelano la complessità del bilanciare la privacy personale contro l'interesse pubblico quando si risolvono conflitti sulla privacy che si verificano in internet e che coinvolgono parti diverse", Google si prepara tacitamente all'entrata in vigore di un'impianto regolatorio ancora più severo di quello vigente: dal 25 maggio in tutti gli Stati Ue dovrà essere rispettata la General Data Protection Regulation. Essa regola il modo in cui le aziende possono raccogliere, conservare e monetizzare dati. Per chi violerà la normativa - che riconosce il diritto dei cittadini di cancellare un link dai risultati di ricerca sul web se non ci sono buone ragioni per mantenerlo attivo - sono previste multe pari a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato dell'ultimo anno. La scelta delle autorità ricadrà sulla cifra più alta. Nel 2017, Alphabet ha registrato vendite per 110,855 miliardi di dollari, in rialzo dai 90,272 miliardi del 2016. Nel solo quarto trimestre del 2017, Google ha generato vendite di oltre 32 miliardi (+24% annuo).

Altri Servizi

Wall Street ancora trascinata dai titoli tecnologici

Ieri, altra seduta record per il Nasdaq
iStock

Accordo con gli Usa: la cinese ZTE pagherà 1 miliardo di dollari di multa

La pena è per avere violato sanzioni contro Iran e Corea del Nord. Cda e management cambieranno. Washington sceglierà il team della compliance
AP

"Questa mattina alle sei di Washington", le 12 in Italia, gli Stati Uniti hanno siglato un accordo con ZTE, l'azienda cinese che era stata messa in ginocchio dalla decisione dell'amministrazione Trump di impedire alle aziende Usa di fornirle componentistica essenziale per la sua sopravvivenza.

Tumore al seno: per il 70% delle donne, la chemioterapia non servirà più

E' quanto emerso da uno studio, il più grande ad essere stato realizzato in questo campo. Il test genetico chiamato Oncotype DX indica quali pazienti potranno evitare quel trattamento

La maggior parte delle donne con un tumore al seno nella sua fase iniziale potrà evitare di dovere sottoporsi alla chemioterapia successivamente a un intervento chirurgico. E' quanto emerso dal più grande test mai condotto in questo ambito e che ha coinvolto oltre 10.000 pazienti. Il risultato: oltre il 70% delle donne non dovrebbe essere sottoposto alla chemioterapia, e dunque ai suoi effetti spesso debilitanti, perché non ne migliorerebbe le prospettive di sopravvivenza. Questo significa che quel gruppo di donne può essere trattato con la sola terapia ormonale, che ha effetti collaterali molto più contenuti. Questo significa anche che oltre 85.000 donne all'anno potranno scampare la chemioterapia.

Exor si dà alle start-up tech, pronti 100 milioni di dollari da investire con Exor Seeds

Cambio di rotta per la controllante di Fca e Ferrari, che da oltre un secolo domina il settore industriale italiano

Domina da oltre un secolo il settore industriale italiano ma ora Exor vuole farsi conoscere anche per i suoi investimenti in start-up tecnologiche. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la cassaforte della famiglia Agnelli ha accantonato 100 milioni di dollari per investire attraverso la nuova venture chiamata Exor Seeds.

Morto suicida lo chef superstar Anthony Bourdain

Era a Strasburgo, in Francia, per la prossima puntata del suo programma tv; aveva 61 anni

Anthony Bourdain, chef statunitense conosciuto in tutto il mondo anche per i suoi libri e i programmi televisivi che lo hanno visto protagonista, è morto oggi; aveva 61 anni. Secondo la Cnn, si sarebbe suicidato.

Trump conclude il G-7: "Voglio un commercio senza dazi, senza barriere, senza sussidi"

Il presidente Usa ha parlato di summit di "enorme successo", ribadendo che gli altri "hanno approfittato di noi per decenni, ma quei giorni sono finiti". Poi ribadisce: "Meglio tornare al G-8, con la Russia". "Ora vado in missione di pace" da Kim
Ap

"Abbiamo concluso un G-7 davvero di enorme successo" e le discussioni sul commercio sono state "estremamente produttive". Queste le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a conclusione del (suo) summit del G-7 in Canada, che lascia in anticipo per la sua "missione di pace" a Singapore, dove il 12 giugno incontrerà il leader nordcoreano Kim Jong Un: "un'occasione irripetibile, credo che andrà molto bene". "Le nazioni del G-7 sono unite da valori e convinzioni condivisi, siamo uniti nel grande sforzo di creare un mondo più giusto, pacifico e prospero".

La fondatrice di Kate Spade morta a 55 anni

La fashion designer ritrovata morta nel suo appartamente a Manhattan. Apparente suicidio

Kate Spade, fashion designer famosissima negli Stati Uniti, è stata trovata morta nel suo appartamento di New York. Aveva 55 anni.

Ocse ottimista sugli Usa nel breve termine, poi rischi "notevoli"

Gurria: la crescita è destinata a continuare per i prossimi due anni. Preoccupazioni da politiche commerciali

L'economia americana sta vivendo una delle espansioni più lunghe della storia (è giunta al nono anno) ma "le ferite" lasciate dalla crisi del 2008 così come le sfide poste dalla globalizzazione e dall'automazione "restano visibili" negli Stati Uniti. E' quanto emerge da un nuovo rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

Trump, linea dura sulla denuclearizzazione con Kim? I dubbi degli esperti

Il presidente Usa sembra aver abbandonato l'aggressività delle settimane scorse e l'idea di un risultato immediato con la Corea del Nord: "Il 12 giugno daremo inizio a un processo"

L'immediata denuclearizzazione della Corea del Nord è stata a lungo l'obiettivo dichiarato di Washington con Pyongyang. Ora, però, il presidente statunitense, Donald Trump, ha pubblicamente abbassato le sue pretese e ora molti esperti si chiedono quali saranno le richieste che presenterà al leader Kim Jong Un, nel tanto atteso incontro del 12 giugno a Singapore.

Unicredit punta alle nozze con SocGen

Secondo fonti del Financial Times, è un'idea del Ceo della banca italiana Mustier. Nessun approccio formale al gruppo francese è stato fatto
Unicredit

Unicredit pensa di convolare a nozze con Sociéte Général. Stando a fonti del Financial Times, la banca italiana punterebbe a fondersi con quella francese spianando la strada a una nuova ondata di consolidamento del settore bancario europeo. Per ora, un approccio formale verso la banca d'Oltralpe non è ancora stato fatto ma il Ceo di Unicredit, Jean-Pierre Mustier, starebbe accarezzando l'idea così come l'istituto di credito francese.