Google rassicura gli inserzionisti su contenuti inopportuni

Vari clienti avevano ritirato i loro messaggi promozionali da YouTube, parte del gruppo controllato da Alphabet, perché finiti accando a messaggi offensivi

Google ha presentato un piano di azione dettagliato con cui cerca di tranquillizzare i suoi inserzionisti e punta a proteggere il lucrativo business pubblicitario. La mossa segue le polemiche dei clienti britannici esplosa per i contenuti estremisti su YouTube. Una serie di inserzionisti tra cui lo stesso governo di Theresa May hanno tolto i loro messaggi pubblicitari dalla piattaforma di video per timore che finissero vicini a contenuti offensivi.

"Abbiamo avuto una serie di casi dove gli annunci di alcuni brand sono apparsi vicino a contenuti online non in linea con i loro valori. E per questo, ci scusiamo profondamente", ha dichiarato Philipp Schindler, direttore business di Google: "Sappiamo che questo è inaccettabile per gli inserzionisti e per le agenzie che si fidano di noi".

Gli sforzi di Google per rimediare all'accaduto mostrano come la pubblicità online ricompra un ruolo centrale per la controllante Alphabet. Lo scorso anno il colosso tecnologico ha guadagnato utili netti per 19,5 miliardi di dollari (un +23% annuo), la maggior parte provenienti proprio dal business pubblicitario di Google.

Il gruppo intende ampliare la definizione di contenuto inappropriato rendendo ancora più stringenti i criteri con cui permetterà che le inserzioni compaiano accanto a quei contenuti. In precedenza, Google si era concentrato nell'escludere contenuti di incitamento alla violenza. Ora invece non verrà ammesso un linguaggio offensivo sulla base per esempio della religione o del genere di certi individui.

Google ha promesso poi di allargare il proprio staff addetto al controllo di questi standard e di ricorrere all'intelligenza artificiale per individuare e rimuovere i contenuti dannosi. Inoltre, Google ha introtto una funzione addizionale che di fatto consente agli inserzionisti di gestire come desiderato le proprie campagne.

La mossa arriva dopo che Havas, multinazionale pubblicitaria francese, aveva ritirato varie inserzioni dei suoi clienti come la Bbc, il gruppo di tlc O2 e Royal Mail perché Google "non era stato capace di fornire rassicurazioni specifiche che i loro video fossero classificati come accettabili con la giusta velocità o con i giusti filtri".

Google, a differenza di Facebook, si è dimostrata propensa ad una rimozione attiva dei materiali potenzialmente dannosi dalla sua piattaforma. In un recente studio in Germania - si legge sul New York Times - la società è stata in grado di rimuovere il 90% dei post segnalati come potenziali espressioni di odio.

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