Google registra utili trimestrali sopra le stime, il titolo vola

La crescita dei costi rallenta. Il neo diretto finanziario promette Porat: "grande cura nell'allocazione delle risorse"

Per la prima volta negli ultimi sei trimestri, Google ha diffuso una trimestrale con utili oltre le stime. E il titolo ha subito festeggiato in borsa dove nell'after-hours è arrivato a guadagnare il 12% toccando un nuovo massimo a 674 dollari. In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo aveva finito a quota 601,78 dollari (+3,05%) portando il bilancio da inizio anno a un +13%.

Nel dettaglio, nel secondo trimestre gli utili netti sono arrivati a 3,93 miliardi di dollari da 3,35 miliardi dell'anno prima. Al netto di voci straordinarie, i profitti sono saliti a 6,99 dollari per azione da 4,99 dollari contro stime degli analisti per 6,7 dollari.

I ricavi sono stati pari a 17,73 miliardi di dollari, leggermente meno delle stime. Al netto di costi per l'acquisizione, il fatturato è cresciuto del 13% a 14,35 miliardi portandosi sopra il consensus per 14,27 miliardi. Escludendo fluttuazioni valutarie, ha spiegato il gruppo, Google avrebbe generato 1,1 miliardi di ricavi in più segnando dunque un rialzo del 18%.

I costi hanno raggiunto i 12,9 miliardi di dollari, in aumento del 10% sul secondo trimestre 2014 ma in ribasso rispetto al +13% visto nei primi tre mesi dell'anno in corso e del +22% nel periodo ottobre-dicembre. Nonostante un aumento degli investimenti al di fuori del business della ricerca online, la strategia di gestione delle spese dell'amministratore delegato Larry Page sta dunque premiando, forse anche grazie al neo direttore finanziario strappato lo scorso maggio a Morgan Stanley. E' proprio su Ruth Porat che gli investitori puntano per una maggiore disciplina dei costi. In una nota a commento dei conti, il Cfo ha promesso che esercità "grande cura nell'allocazione delle risorse".

I paid click sono cresciuti del 18% (gli inserzionisti pagano Google solo se gli utenti cliccano su una delle loro pubblicità). Tuttavia il costo per ogni click - o il prezzo medio versato dagli inserzionisti per pubblicare un messaggio promozionale - è sceso più velocemente delle stime (-11% rispetto all'anno prima dopo il -7% annuale visto tra gennaio e marzo).

Al 30 giugno scorso il numero dei dipendenti è salito a 57.148 da 48.584 di 12 mesi prima.